Il capo del Governo dello Stato albanofono, alla guida del movimento per l’Autodeterminazione (Vetevendosje), ha sfiorato la maggioranza assoluta dei consensi popolari alle elezioni politiche anticipate dello scorso 28 dicembre; in carica dal 2021, guida una formazione di centrosinistra ispirata alla riunificazione del popolo Albanese e all’orgoglio nazionale contro le ingerenze esterne

(Fonte: agenzia Scan TV) La Camera di Commercio e Industria della Repubblica del Kosovo ha accolto con favore la conclusione positiva del processo elettorale e democratico svoltosi in occasione delle consultazioni della scorsa domenica, per il rinnovo dei 120 seggi che formano il Parlamento monocamerale di Pristina. A nome della comunità imprenditoriale, l’ente camerale si è congratulato con il vincitore delle elezioni, il Movimento Vetevendosje, e con il Primo Ministro Albin Kurti, leader del partito ispirato al principio di autodeterminazione del Popolo kosovaro.

La Camera di commercio ha ribadito “l’aspettativa di una rapida formazione delle nuove Istituzioni democratiche elettive, sottolineando la necessità che il prossimo Governo, dopo la fase della gestione degli affari correnti, si concentri sulla risoluzione delle numerose sfide che attendono l’economia nazionale. Per quanto ci compete, continueremo a svolgere il ruolo di partner e di interlocutore attivo e costruttivo delle autorità statali, in funzione dello sviluppo economico complessivo del Paese e delle sfide dell’integrazione regionale a partire dal capitolo energetico, tariffario e fiscale. Un dialogo aperto e sostenibile tra il Governo e le articolazioni civili, sociali e produttive del settore privato, resta un fattore chiave per costruire un Kosovo più forte e più giusto per i suoi cittadini”.

Il rapido sblocco dello stallo dell’ordinaria amministrazione del Kosovo rappresentava un auspicio per le categorie del business del Paese albanofono, chiamato ad affrontare la questione energetica e la partita del bilancio fondamentale al fine di recepire i finanziamenti internazionali connessi all’integrazione europea dello Stato balcanico e alla modernizzazione del settore legale, burocratico e amministrativo, in assenza della quale sarebbero stati messi a rischio gli investimenti pubblico privati programmati da tempo. Rischio scongiurato dalla votazione del 28 dicembre, che consentirà al governo Kurti di ripartire con le piene prerogative e di comporre i vertici delle Istituzioni democratiche nazionali chiamate al dialogo con i partners europei e atlantici, con particolare attenzione alla UE, agli Stati Uniti d’America e alla Nato.



