Antonio Vivaldi con la Camerata Barocca Musicaviva

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Sabato 10 Gennaio ore 17 nella Cappella dei Mercanti
TORINO – Nell’ambito di Torino Chamber Music Festival, Musicaviva inizia il suo programma concertistico sabato 10 Gennaio, ore 17, nella Cappella dei Mercanti con L’estro armonico N. 3 di Antonio Vivaldi (concerti n. 1, 5, 7 e 11) eseguito dalla Camerata Barocca di Musicaviva, con Bruno Raspini, Gabriele Cervia, Maria Alejandra Pena Escobar, Federica Rolli violini, Alessandro Curtoni viola,Giulio Sanna violoncello, Gualtiero Marangoni violone e Federica Leombruni al clavicembalo.
Biglietteria: Intero € 10,00. Ridotto € 8,00 “over 65” o iscritti AICS. Ridotto € 5,00 associati Musicaviva o allievi del Conservatorio.
Questo il programma di sala.
Concerto n. 1 in re maggiore per 4 violini, violoncello ed orchestra, RV 549 Bruno Raspini, Gabriele Cervia, Maria Alejandra Peña, Federica Rolli, violini Giulio Sanna, violoncello Allegro, Largo e spiccato, Allegro
Concerto n. 5 in la maggiore per 2 violini ed orchestra, RV 519 Bruno Raspini, Federica Rolli, violini Allegro, Largo, Allegro
Concerto n. 7 in fa maggiore per 4 violini, violoncello ed orchestra, RV 567 Gabriele Cervia, Bruno Raspini, Federica Rolli, Maria Alejandra Peña, violini Giulio Sanna, violoncello Andante, Adagio, Allegro, Adagio – Allegro
Concerto n. 11 in re minore per 2 violini, violoncello ed orchestra, RV 565 Gabriele Cervia, Maria Alejandra Peña, violini Giulio Sanna, violoncello Allegro, Adagio e spiccato, Allegro, Largo e spiccato, Allegro.
L’estro armonico (Op. 3) è una delle pietre miliari della musica barocca che ha reso Antonio Vivaldi una “pop star” internazionale nel XVIII secolo. Pubblicata ad Amsterdam nel 1711, quest’opera ha cambiato il modo in cui i compositori di tutta Europa (incluso Bach) scrivevano i concerti.
Il titolo stesso è affascinante: Estro: Nel Settecento significava “ispirazione geniale”, “fantasia” o “impeto creativo”, Armonico: Si riferisce alla struttura rigorosa delle leggi dell’armonia. Insieme, suggeriscono l’unione tra la fantasia sfrenata di Vivaldi e il rigore tecnico della composizione.
La raccolta comprende 12 concerti per archi e basso continuo, organizzati con una logica quasi matematica. Vivaldi li divide in quattro gruppi da tre, alternando il numero dei solisti: Concerto per 4 violini, Concerto per 2 violini, Concerto per 1 violino (solista) Questa varietà permetteva a Vivaldi di esplorare diverse trame sonore: dal dialogo fitto di un gruppo di solisti (stile Concerto Grosso) al virtuosismo individuale del singolo violinista.
Prima di quest’opera, il concerto era spesso una forma fluida e poco definita. Con l’Op. 3, Vivaldi stabilisce degli standard che dureranno per secoli: La forma in tre movimenti, la sequenza Allegro – Adagio – Allegro diventa il modello universale.
Il Ritornello: Vivaldi perfeziona la struttura in cui l’orchestra intera suona un tema principale (il ritornello) che si alterna agli episodi solistici, creando un contrasto dinamico modernissimo.
Energia e Ritmo: La musica di quest’opera è vibrante, carica di una vitalità ritmica che all’epoca lasciò il pubblico sbalordito. Il miglior “certificato di qualità” di quest’opera è il fatto che Johann Sebastian Bach ne rimase folgorato.
Per studiare lo stile di Vivaldi, Bach trascrisse ben sei di questi concerti: il celebre Concerto n. 10 per 4 violini (in Si minore) fu trasformato da Bach nel grandioso Concerto per 4 clavicembali (BWV 1065). Altri concerti dell’opera (come il n. 3, 8 e 11) furono trascritti da Bach per organo o clavicembalo solo. I concerti eseguiti oggi, sono il n. 1, il n. 5, il n. 7 e per concludere il n. 11.
Questi quattro concerti mostrano perfettamente l’incredibile varietà dell’Op. 3: si passa dalla potenza collettiva dei quattro violini (n. 1 e n. 7) al lirismo solistico del n. 5, fino al capolavoro assoluto della raccolta, il n. 11.
Nello specifico troviamo…
Concerto n. 1 in Re maggiore (RV 549): organico: 4 violini, violoncello e archi. Apre l’intera raccolta con un’energia solare. Essendo il primo, funge da “biglietto da visita”. Qui Vivaldi gioca con il numero dei solisti per creare contrasti dinamici: spesso i quattro violini suonano all’unisono o in coppia, creando un muro di suono impressionante.
Curiosità: Il violoncello ha una parte molto attiva, quasi da quinto solista, cosa che all’epoca era una novità assoluta rispetto al ruolo tradizionale di semplice “accompagnamento”.
Concerto n. 5 in La maggiore (RV 519): organico: 2 violini e archi. È forse il più “spensierato” e melodico. Nel Regno Unito del XVIII secolo divenne talmente popolare da essere chiamato semplicemente “Vivaldi’s Fifth” (il Quinto di Vivaldi), quasi fosse un successo pop.
La struttura: segue il classico schema in tre movimenti. Il primo movimento è celebre per il suo tema incisivo e brillante, mentre l’ultimo movimento è una danza travolgente che mette in luce l’affiatamento tra i due violini solisti.
Concerto n. 7 in Fa maggiore (RV 567): organico: 4 violini, violoncello e archi. Rispetto al n. 1, questo concerto è più complesso e sperimentale. La scrittura per i quattro violini è più intrecciata (spesso polifonica), quasi a voler dimostrare che Vivaldi non sapeva solo scrivere belle melodie, ma era anche un maestro del contrappunto. Il movimento centrale, l’Adagio è particolarmente interessante perché presenta un’atmosfera sospesa e quasi misteriosa, dove i solisti emergono dal “tutti” orchestrale con brevi frammenti melodici.
Concerto n. 11 in Re minore (RV 565): organico: 2 violini, violoncello e archi. Il Capolavoro, è considerato il vertice assoluto dell’opera. Qui Vivaldi raggiunge una profondità emotiva rara.
L’ Allegro iniziale, comincia in modo rivoluzionario con i due violini che suonano da soli, senza orchestra, seguiti da un assolo del violoncello. Fuga: Dopo una breve sezione lenta, esplode una fuga orchestrale rigorosa e potente. È questo il movimento che impressionò di più Bach, che lo trascrisse per organo (BWV 594). Largo e spiccato (Siciliana): Un movimento di una bellezza straziante.
Un violino solista canta una melodia dolcissima sopra un accompagnamento pizzicato che ricorda il battito di un cuore. Allegro finale: Si conclude con un ritmo martellante e drammatico che non lascia scampo all’ascoltatore.
Il Coro Musicaviva e la Camerata Barocca Musicaviva (CBM) sono due ensemble musicali di alto livello che operano sotto l’ egida dell’ Associazione Musicaviva.
La Camerata Barocca Musicaviva è un ensemble strumentale specializzato nel repertorio classico e barocco e si dedica costantemente alla ricerca e all’ approfondimento dello stile esecutivo tipico del periodo.
Vengono utilizzati strumenti originali o costruiti secondo la tradizione del tempo e gli interpreti studiano i trattati musicali dell’epoca, così da offrire esecuzioni il più possibile fedeli all’originale.
I membri della Camerata Barocca Musicaviva condividono la stessa passione per la musica e collaborano in modo sinergico per raggiungere l’ obiettivo comune. I membri fondatori del gruppo hanno studiato presso prestigiose accademie italiane ed estere, acquisendo esperienza in contesti nazionali e internazionali, sotto la guida di rinomati maestri.
Anche se di recente formazione la CBM ha all’attivo già numerosi concerti in luoghi prestigiosi di Torino e non, come la Cappella dei Mercanti, la Sacra di San Michele, la Real Chiesa di San Lorenzo, la Chiesa della Gran Madre e la Chiesa del Santo Sudario. L’organico é variabile a seconda dei repertori.
I componenti del nucleo fondatore sono: Arianna Stornello, soprano, Bruno Raspini, Gabriele Cervia violini, Alessandro Curtoni, viola, Giulio Sanna, violoncello, Gualtiero Marangoni, violone Federica Leombruni, clavicembalo, Laura La Vecchia, tiorba. Matteo Gentile, musicologo.
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Franco Cortese Notizie in un click gennaio 2026