Il diritto internazionale è ridotto a poltiglia

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Trump ha attaccato il Venezuela per puro interesse, il petrolio fa gola. L’avidità non conosce ostacoli e ora, anziché chiamarla esportazione di democrazia, si chiama lotta al narcotraffico
Il Venezuela, d’altronde, possiede la più grande riserva di petrolio al mondo. I due alleati, Trump e Netanyahu, in smoking alla festa di Capodanno, si saranno dilettati a dibattere su come meglio sopprimere chi intralcia la loro piena soddisfazione in termini di potere e soldi.
Mentre vengono definiti dal resto dell’Occidente come presidi di democrazia, USA e Israele uccidono e destabilizzano senza alcun problema anzi, sono giustificati, protetti e difesi a spada tratta da leader deboli e stampa asservita.
Il Venezuela brucia e nel frattempo Gaza è diventata un campo di concentramento in cui non sono ammessi nemmeno i più elementari aiuti umanitari. Gli ospedali sono stati distrutti perché, secondo Israele, erano covi di Hamas.
Ma, ormai, tutti coloro – ONG comprese – che vogliono curare i palestinesi o intendono offrire loro almeno un po’ di sollievo sono tacciati di terrorismo mentre chi, come Netanyahu, provoca decine di migliaia di morti innocenti tra cui bambini e neonati, è accolto dai tappeti rossi dei paesi europei che ignorano persino il mandato di cattura della Corte penale internazionale.
No, non approvo il regime iraniano e neanche Maduro ma l’alternativa non è il modello Netanyahu che può arrogarsi il diritto di ammazzare creature innocenti e non può esserlo neanche Trump che calpesta ogni forma di diritto per imporre la legge del più forte.

Barbara Lezzi