Le dichiarazioni di Giorgia Meloni sull’attacco USA al Venezuela non sono solo vergognose, sono manipolatorie

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Prima costruisce una narrazione semplice e fuorviante: da un lato il “dittatore” Maduro, dall’altro l’Occidente che agisce in nome della democrazia. Così orienta subito chi legge a distinguere i buoni dai cattivi e a vedere l’intervento americano come moralmente giustificato e condiviso
Poi arriva la contraddizione: il Governo dice di essere contrario agli interventi militari esterni contro i regimi autoritari, ma subito dopo legittima l’azione di Trump, definendola “difensiva” contro presunti attacchi alla sicurezza USA, alludendo al narcotraffico.
In pratica: contro un dittatore non si interviene, contro un presunto fiancheggiatore dei narcos sì.
Ma la cosa più grave è ciò che Meloni non dice. Trump ha ammesso che gli USA vogliono gestire direttamente la “transizione” venezuelana e mettere le mani sulle riserve di petrolio. Altro che lotta al narcotraffico. Anche perché lo stesso Trump ha appena graziato (per motivi politici) l’ex presidente dell’Honduras condannato per traffico internazionale di droga.
La verità è semplice: Trump non vuole smantellare il narcotraffico, vuole controllare il Venezuela e trattare il Sud America come il proprio cortile di casa.
E Meloni sta giustificando il colonialismo e l’uso della forza, mascherandoli con una narrazione falsa e comoda.
Ecco. Un leader che arriva a questo è disposto a legittimare qualunque azione pur di apparire un partner affidabile alla corte del più forte. Tradendo principi, valori e non mettendo limiti al potere. Altro che underdog e nemica del sistema e dei poteri forti. Cosa c’è di più forte del più forte del mondo?

Vittoria Baldino