LA CRISI NERA DEL WEST HAM

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Il West Ham di Nuno Espirito Santo sta affrontando una delle stagioni più negative nella sua storia recente

Solo due anni fa gli Hammers vincevano la Conference League contro la Fiorentina di Vincenzo Italiano, mentre ora si ritrovano al terzultimo posto in classifica con 14 punti in 21 partite giocate, a 7 punti dal Nottingham Forest diciassettesimo. La retrocessione ora diventa più che un pensiero per i tifosi: sarebbe la prima dalla stagione 2012-2013.

Le ultime due sconfitte, la prima, umiliante, contro il Wolverhampton e la seconda, fondamentale per rientrare in corsa per la salvezza, contro il Forest, hanno sancito definitivamente la crisi della squadra allenata da Nuno Espirito Santo.

La stagione del West Ham era iniziata sull’onda lunga della scorsa: Graham Potter si è seduto sulla panchina degli Hammers il 9 gennaio 2025 e ha concluso la stagione conquistando solamente 20 punti in 18 partite di campionato.

La riconferma a denti stretti del tecnico britannico è stata sconfessata poco più di un mese dall’inizio dell’attuale stagione, dopo che nelle prime cinque partite di Premier è arrivata solo una vittoria e quattro sconfitte, oltre all’eliminazione dalla Carabao sempre per mano dei Wolves.

Il 27 settembre 2025 la panchina dei londinesi è stata affidata al portoghese Nuno Espirito Santo: una scelta quantomeno curiosa, dato che una ventina di giorni prima era stato esonerato dal Nottingham Forest a seguito della sconfitta interna proprio contro il West Ham (che al momento rappresenta ancora l’unica partita in cui i londinesi hanno ottenuto un clean sheet questa stagione).

Risulta quasi comico, se si pensa che ora Espirito Santo è stato messo di nuovo in discussione dopo il ritorno della partita che lo ha fatto esonerare per la prima volta in stagione.

Sotto la guida di Nuno, infatti, il rendimento del West Ham non è migliorato: in sedici partite disputate sono arrivate nove sconfitte, cinque pareggi e solamente due vittorie, peraltro nella stessa settimana, contro Newcastle e Burnley.

Dopo l’ennesima sconfitta, la più umiliante, al Molineux contro il Wolverhampton, Espirito Santo ha voluto scusarsi con tutti i tifosi e ha spronato davanti ai microfoni i suoi giocatori a mostrare maggior impegno, reazione e carattere.

Reazione e carattere che si sono visti solo in parte nel match contro il Nottingham Forest: gli Irons avevano trovato il vantaggio grazie a un autogol sfortunato di Murillo, ed era arrivato anche il raddoppio, annullato per fuorigioco millimetrico di Castellanos. Questo episodio è stata la sliding door più importante della partita, e forse della stagione degli Irons, dato che tre minuti dopo è arrivato il pareggio da parte di Nico Dominguez, seguito, all’89esimo, dal rigore realizzato da Gibbs-White, che ha condannato il West Ham al baratro.

Gli Hammers hanno la peggior difesa del campionato e il quarto peggior attacco: proprio in questo reparto si sono concentrati i primi sforzi del mercato invernale del West Ham. Fullkrug non ha inciso e ha lasciato Londra per approdare al Milan in cerca di riscatto.

Nei primi giorni della campagna acquisti sono arrivati invece due rinforzi: il primo è il portoghese classe 2004 Pablo Felipe, costato 23 milioni di euro e proveniente dal Gil Vincente, dove in tredici partite di campionato portoghese ha messo a segno dieci gol e un assist; il secondo, più noto, è Valentin, “El Taty”, Castellanos, arrivato dalla Lazio per poco meno di 30 milioni di euro.

Si tratta di due nomi intriganti, dalle caratteristiche complementari, che potrebbero anche giocare insieme.

Tuttavia, rimangono dubbi sul loro ambientamento al campionato inglese e ai suoi ritmi: nel caso di Pablo Felipe, abbiamo visto come anche un attaccante come Viktor Gyokeres, goleador in Portogallo, stia facendo fatica in Premier; per quanto riguarda Castellanos, i punti di domanda riguardano maggiormente l’aspetto fisico, per la sua tendenza agli infortuni, e il fiuto del gol, non la sua miglior caratteristica.

Quel che è certo, però, è che al West Ham dei rinforzi in attacco servivano come il pane, dato che finora i suoi migliori marcatori sono stati Jarrod Bowen (6 gol), Lucas Paqueta e Callum Wilson (4 gol).

C’è un ultimo aspetto da considerare su un’eventuale retrocessione: in un recente articolo pubblicato su The Times si spiega che, in caso di Championship, il contraccolpo economico non riguarderebbe solo il club, ma anche i contribuenti, che dovrebbero sborsare 2 milioni di sterline in più.

La concessione del London Stadium, infatti, costa al West Ham ogni anno 4 milioni di sterline, con un leasing lungo 99 anni. In caso di retrocessione, la cifra verrebbe dimezzata, ma la differenza finirebbe a carico dei contribuenti per una clausola all’interno del contratto di concessione dell’impianto.

Insomma, la retrocessione ora è molto più che un semplice fantasma per gli Irons.
L’ambiente è al collasso e serve una poderosa reazione per evitare una tragedia sportiva. Se questa svolta arriverà, se arriverà, dal mercato di gennaio o da un altro cambio in panchina, solo il futuro lo dirà. Nel frattempo, ai tifosi non è rimasta che la speranza.

Marco Morandin