Blitz militari contro i Guardiani della rivoluzione e le forze di sicurezza dell’Iran che stanno massacrando giovani e cittadini scesi in piazza contro il regime: gli Stati Uniti sarebbero pronti a intervenire in Iran a sostegno della protesta popolare contro gli ayatollah.
L’intelligence e il Pentagono, scrivono New York Times, Washington Post, Wall Street Journal e altri media statunitensi, hanno prospettato al Presidente Donald Trump varie opzioni di intervento sul campo. In attesa delle decisioni della Casa Bianca sarebbe già in stato di allerta il dispositivo aeronavale americano della Quinta e della Settima Flotta nel Golfo Persico, nel Mar Rosso e nel Mediterraneo orientale, e le basi di Al Udeid nel Qatar e di Camp Arifjan in Kuwait.
L’inizio del conto alla rovescia verrebbe confermato anche dallo stato di massima allerta scattato in Israele. Fonti della sicurezza israeliana non hanno fornito dettagli sulle specifiche modalità della pre attivazione militare, ma precisano che è stata disposta dopo una telefonata del segretario di Stato americano Marco Rubio al Premier Benyamin Netanyahu.
“L’Iran sta guardando alla libertà come mai prima d’ora. Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare!!!”, ha scritto Trump sui social media dopo che, nonostante il black out di Internet e smartphone, l’opposizione iraniana era riuscita a diffondere i video delle proteste in corso a Teheran e in tutte le città e le immagini della feroce repressione e dei massacri dei manifestanti compiuti dai Pasdaran.



