Un inizio d’anno all’insegna degli aumenti quello che le famiglie dovranno affrontare viaggiando in autostrada dal 1° gennaio 2026
Il rincaro è legato all’aggiornamento dei costi in base al tasso di inflazione stimato per il prossimo anno. Il congelamento dei rincari deciso dai vari Governi negli anni passati è stato ritenuto illegittimo dalla Corte Costituzionale che ha anche chiarito che la competenza delle tariffe è dell’Autorità dei Trasporti. Vediamo nel dettaglio.
Importo dell’aumento
L’incremento medio è stato pari a circa il +1,5%.
Le ragioni dell’aumento
L’aumento è derivato da obblighi normativi stabiliti a livello istituzionale. A decretarli sono stati la Corte Costituzionale e l’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART).
Le tratte interessate
Le percentuali di aumento variano a seconda dei tratti autostradali e delle concessionarie:
- 1,5%: tratte gestite da Autostrade per l’Italia, Pedemontana Lombarda e Brebemi, Milano Serravale, Tangenziale di Napoli, Brescia-Padova, Consorzio Autostrade Siciliane.
- 1,46%: Autostrada del Brennero
- Quasi 2%: Napoli Salerno (A3).
Le tratte non interessate
- Autostrade A24 e A25
- Autostrade Alto Adriatico, tra cui A4 Venezia-Trieste, A23, A28, A34 e un tratto della Tangenziale di Mestre
- Tirreno
- Ivrea-Torino-Piacenza.



