Con l’avvio del 2026 arrivano segnali complessivamente positivi per chi teme un nuovo caro energia. Gli ultimi aggiornamenti mostrano un calo del gas per i clienti ancora in tutela e una riduzione della bolletta elettrica rivolta ai nuclei considerati vulnerabili nel primo trimestre
Sullo sfondo, resta un punto chiave: in fattura non pesa solo la materia prima, ma anche trasporto, oneri e imposte.
Gas in tutela: ribasso di dicembre e voci di costo
Nel servizio di tutela della vulnerabilità il prezzo della materia prima del gas per dicembre 2025 è sceso del 2,3% rispetto a novembre, con un valore di riferimento pari a 102,25 centesimi di euro per metro cubo. L’aggiornamento mensile segue l’andamento del mercato all’ingrosso italiano (PSV) e, per dicembre, la sola materia prima è indicata a 30,65 euro al megawattora. Per il “nuovo cliente tipo” che consuma 1.100 metri cubi annui, la riduzione si traduce in circa 27 euro in meno su base annua.
La fotografia della bolletta, però, ricorda che il prezzo del gas non coincide con la spesa finale. La quota per la materia gas naturale pesa circa un terzo del totale (34,69%), mentre il resto si distribuisce tra vendita al dettaglio, servizi di rete e fiscalità. In pratica, anche quando la materia prima arretra, l’effetto sul conto dipende dal peso di voci meno variabili nel breve periodo.
C’è poi il confronto storico: nonostante il calo mensile, il livello resta superiore ai prezzi pre-crisi di dicembre 2020 e lontano dai picchi del 2022. Per i prossimi dodici mesi, nell’ipotesi di prezzi costanti e nel perimetro della tutela, la stima di spesa complessiva mette insieme gas e luce e offre un’indicazione utile sui consumi domestici.
Luce: calo nel primo trimestre per i vulnerabili
Sul fronte elettricità, l’attenzione si sposta sul primo trimestre 2026 e su una platea specifica: i clienti vulnerabili serviti in maggior tutela. È qui che, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, l’aggiornamento tariffario segna un calo del 2,7% nel periodo gennaio-marzo. La notizia va letta come un intervento circoscritto, legato alle regole del regime tutelato, e non come un taglio generalizzato per tutti gli utenti o per chi ha già condizioni contrattuali differenti.
Il punto centrale è la definizione di vulnerabile, che determina chi può restare o rientrare nella maggior tutela. In questo quadro, l’aggiornamento trimestrale riflette l’evoluzione dei costi dell’energia e delle componenti regolamentate, con l’obiettivo di allineare la spesa alle condizioni di mercato senza scaricare volatilità eccessiva sulle famiglie più esposte. Per molti, è anche un riferimento utile per capire se la spesa domestica sta andando nella direzione attesa.
Per chi è nel mercato libero, la riduzione in tutela è soprattutto un indicatore: segnala una direzione, ma non si traduce automaticamente in uno sconto immediato se il contratto è indicizzato in modo diverso o presenta quote fisse elevate.
A incidere, oltre ai consumi, sono clausole e servizi accessori che spesso passano inosservati, insieme alle fasce orarie e agli eventuali costi di commercializzazione.
Tariffe 2026: cosa verificare nelle prossime fatture
Nel racconto che Today dedica alle tariffe luce e gas 2026, il messaggio è che le bollette non si muovono tutte allo stesso ritmo: cambiano per periodi diversi, per categorie diverse e con componenti che reagiscono in modo diseguale. I segnali di ribasso offrono un orientamento, ma non cancellano le differenze tra famiglie, soprattutto dove incidono consumi stagionali, potenza impegnata e profilo orario. Anche a parità di fornitore, la frequenza degli aggiornamenti può far percepire aumenti o riduzioni in momenti diversi.
Per orientarsi senza perdersi nei dettagli tecnici, può aiutare una verifica pratica, voce per voce, quando arriva la fattura. In sintesi:
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confrontare la spesa per la materia energia con la somma di trasporto, oneri e imposte;
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controllare se il prezzo è fisso o indicizzato e a quale riferimento;
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verificare consumi stimati rispetto alle letture reali e l’eventuale conguaglio. Vale anche la pena controllare la potenza impegnata e le eventuali quote mensili, perché possono pesare anche con consumi bassi.
L’ultima variabile è il calendario degli aggiornamenti: il gas in tutela segue revisioni mensili, mentre la luce in maggior tutela si aggiorna per trimestre. Tenere a mente queste scadenze aiuta a leggere meglio le variazioni e a valutare con maggior consapevolezza se e quando rivedere la propria offerta energetica, concentrandosi su costi ricorrenti e condizioni scritte in contratto.
Fonte: https://www.papernest.it/news/bollette-2026-gas-calo-luce-vulnerabili/



