Il governo Meloni ha scelto di commissariare l’Umbria

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E con l’Umbria, la scuola pubblica. È una decisione grave, che arriva perché l’Umbria ha scelto di non arretrare ancora sulla scuola pubblica
Dopo aver affrontato il dimensionamento con responsabilità, fermandoci davanti a tagli che abbiamo giudicato ingiustificati e iniqui, la Regione viene oggi commissariata. In un territorio in gran parte montano, con oltre 101mila studenti, dove la scuola è spesso l’unico presidio pubblico rimasto, tagliare ancora significa colpire le comunità più fragili. A questa logica ci siamo opposti.
Da oltre un anno chiediamo un confronto sui numeri e sui criteri adottati dal Governo. Non abbiamo mai ricevuto risposte.
Nessun tavolo, nessuna disponibilità al dialogo. Solo pressioni.
L’unica convocazione è arrivata ieri, non per chiarire, ma per commissariare.
Non è un caso che le Regioni convocate siano Umbria, Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna, tutte amministrate dal centrosinistra. Nessuna Regione di destra subisce lo stesso trattamento.
Il Governo richiama il Pnrr, ma sul dimensionamento il Piano nasceva per riordinare il sistema scolastico, non per indebolire la scuola pubblica.
Dopo anni di tagli a docenti, personale Ata e servizi educativi, è necessario fermarsi. Non ci siamo piegati. Continueremo questa battaglia sul piano politico e giuridico. Perché la scuola pubblica non si commissaria. Si difende.
Assessore regionale in Umbria per #AlleanzaVerdiSinistra