Allarme aviaria in Ue, 60 focolai in tre settimane

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L’influenza aviaria continua a diffondersi nell’Unione Europea. In meno di un mese, alla Commissione Europea sono stati notificati sessanta nuovi focolai della malattia, nota come influenza aviaria ad alta patogenicità (Hpai)

Lo riporta una decisione di esecuzione della Commissione, che fa un quadro aggiornato della diffusione in Europa del morbo. La malattia, che circola più rapidamente durante l’inverno, può trasmettersi all’uomo e viene monitorata con attenzione dai virologi per il rischio che il virus muti e possa diventare trasmissibile da uomo a uomo.

L’influenza aviaria, ricorda la Commissione, è una malattia infettiva virale dei volatili che può avere “gravi conseguenze” per la redditività degli allevamenti avicoli, perturbando gli scambi all’interno dell’Unione e le esportazioni verso i Paesi terzi.

I virus dell’Hpai, sottolinea, “possono infettare gli uccelli migratori, che possono poi diffonderli a lunga distanza durante le loro migrazioni autunnali e primaverili”. Di conseguenza, “la presenza di virus dell’Hpai negli uccelli selvatici costituisce una minaccia costante di introduzione diretta e indiretta di tali virus nelle aziende in cui sono detenuti pollame o volatili in cattività. In caso di comparsa di un focolaio di Hpai vi è il rischio che l’agente patogeno possa diffondersi ad altre aziende in cui sono detenuti pollame o volatili in cattività”.