IL FUTURO DL SICUREZZA PARTE GIÀ MONCO

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A seguito dei più recenti gravissimi fatti di cronaca, che hanno coinvolto alcuni addetti del personale viaggiante nei convogli pendolari, il governo Meloni sembra ignorare le emergenze legate alla sicurezza dei trasporti pubblici locali, soprattutto quelli su rotaia

Il Sindaco di Bra, Gianni Fogliato, espressione del PD: “Noi amministratori locali chiediamo meno propaganda e più interventi incisivi da parte delle istituzioni centrali a cui competono la gestione dell’ordine pubblico e la garanzia della certezza della pena. Il Comune di Bra è totalmente solidale nei confronti del capotreno vittima della brutale aggressione, a opera di un cittadino non residente, e la Polizia locale ha già attivato tutte le necessarie attività di collaborazione con le forze dell’ordine dello Stato”

Piantedosi e Salvini: i loro provvedimenti si sono rivelati inefficaci al fine di garantire la sicurezza nelle stazioni e sui mezzi pubblici 

Continua a fare parlare l’episodio della brutale violenza consumata nei confronti di un controllore di Trenitalia che, sulla linea metropolitana Torino Alba Bra, all’altezza di quest’ultima città è stato assalito da un giovane, presumibilmente di origine africana, sorpreso senza biglietto e quindi invitato a scendere alla prima stazione utile. Invito che ha scatenato, nel viaggiatore abusivo, l’assurda reazione di fronte a colleghi del dipendente di Trenitalia e ai passeggeri alcuni dei quali, in stato di shock, hanno filmato quelle fasi concitate producendo un documento probatorio importante acquisito dalle autorità di polizia impegnate a stringere il cerchio intorno all’aggressore purtroppo dileguatosi dalla stazione cittadina braidese (anche a causa del fatto che il governo nazionale di centrodestra, in quasi tre anni e mezzo di attività, non ha ripristinato a Bra il distaccamento della Polizia ferroviaria spostandolo invece a Fossano).

La riattivazione del posto di Polizia ferroviaria a Bra sembra non rientrare nei piani immediati del governo nazionale 

Lo stesso video è stato quindi condiviso, sulle proprie pagine social, dal Vicepremier leghista e Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, il quale – parlando più da leader dell’opposizione che da esponente di governo – ha auspicato la piena individuazione del responsabile e la comminazione di una punizione esemplare. Forse, più che scriverlo su internet, dovrebbe parlarne al prossimo Consiglio dei ministri con i colleghi Matteo Piantedosi (Lega, titolare degli Interni) e Carlo Nordio (fratelli d’Italia, titolare della Giustizia); e dovrebbe concertare con i vertici delle Ferrovie dello Stato, da lui nominati, i primi accorgimenti tecnico organizzativi per riqualificare le stazioni ferroviarie nei centri medio piccoli e per consentire l’utilizzo dei treni pendolari solo a chi paga regolarmente il biglietto (tipo tornelli e obliterazioni prima di salire a bordo).

Il Sindaco di Bra Gianni Fogliato: “Sulla sicurezza pubblica occorrono meno propaganda e più interventi incisivi da chi ha la responsabilità centrale dell’ordine pubblico e della certezza della pena”

Nulla di tutto ciò, tuttavia, sembra essere previsto nel pacchetto (o “pacco”?) di misure che il governo, aspettando il rientro della Premier Meloni, ha promesso di adottare nei prossimi giorni per contrastare il fenomeno dei “maranza” e della crescente insicurezza urbana. Nello specifico, viene prevista l’introduzione di ulteriori tipologie penali e circostanza aggravanti che, in assenza di investimenti nell’edilizia carceraria e nelle risorse organizzative dei tribunali, si riveleranno di nuovo inefficaci. Così come inefficace è stata la previsione della maggiorazione della sanzione penale per i reati violenti commessi nelle stazioni, che viceversa sono esplosi numericamente proprio dopo l’entrata in vigore di quel decreto che avrebbe dovuto rendere vivibili i posti e le aree frequentate dai pendolari.

La criminalità nelle stazioni e nei treni si può combattere solo tramite pochi passi di cui non esiste traccia nel futuro decreto sbandierato dagli attuali ministri: rigenerazione delle stazioni ferroviarie medio piccole, prevedendo formule di social housing, di attività commerciali e culturali interne e un presidio sempre e comunque di Polizia statale e locale; istituzione di tornelli attivabili solo dai possessori di regolari biglietti; convalida preventiva di questi ultimi prima di salire a bordo; affidamento esclusivo alla Polizia ferroviaria del compito di controllare la validità dei titoli di viaggio.

Attualmente, il personale viaggiante con mansioni di capotreno risulta essere di 5600 unità; mentre gli agenti di Polizia ferroviaria in attività sono 4400. Serve un piano straordinario di assunzioni di almeno 6800 ufficiali della polfer, per arrivare al rapporto di due agenti per ogni capotreno, in maniera da assicurare l’incolumità di quest’ultimo e dei passeggeri paganti. L’impegno di spesa sarebbe relativamente esiguo, ammontando appena a 129 milioni di euro all’anno.

Parallelamente, ogni stazione deve essere automaticamente dichiarata per decreto “zona rossa”, in maniera da allontanare preventivamente i fattori molesti e di disturbo.

Ecco, questi sono gli interventi necessari a ridare serenità e sicurezza al trasporto pendolare. E di cui tristemente non ci sarà traccia nei prossimi decreti.

AZ