Uno degli ultimi rappresentati di una classe politica, quella della Prima Repubblica, non scevra di difetti ma composta da giganti se paragonata a tutta quella della Seconda Repubblica
La Prima Repubblica venne abbattuta da un colpo di stato bianco, tangentopoli, perché non era disposta a svendere il Paese come previsto dai padroni anglo-americani e dalla controrivoluzione neoliberista targata Reagan e Thatcher.
Craxi pagò anche un atteggiamento in politica estera indipendente che metteva gli interessi italiani al primo posto (Sigonella, appoggio alla Libia di Gheddafi, politica attiva nel Nord Africa contro gli interessi francesi).
Nel 1997, dal suo esilio di Hammamet, a proposito dell’adesione dell’Italia all’Unione europea disse «Si presenta l’Europa come una sorta di paradiso terrestre.
Per noi, nella migliore delle ipotesi, sarà un limbo e, nella peggiore delle ipotesi, l’Europa sarà un inferno. Quindi bisogna riflettere su ciò che si sta facendo.
Perché la cosa più ragionevole di tutte era quella di richiedere e di pretendere, essendo noi un grande Paese – perché se l’Italia ha bisogno dell’Europa, l’Europa ha bisogno dell’Italia – la rinegoziazione dei parametri di Maastricht».



