La previsione nel decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro della Salute, attuativo della legge sull’oblio oncologico
Roma – Assicurare a chi ha affrontato una patologia oncologica una parità di opportunità nell’inserimento e nella permanenza al lavoro, nella fruizione dei relativi servizi e nella riqualificazione dei percorsi di carriera e retributivi. Seguendo questo obiettivo, dopo un ampio confronto con le associazioni dei pazienti, è stato adottato il decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro della Salute, n. 4/2026, di attuazione della legge n. 193/2023 sull’oblio oncologico.
«Con questo decreto compiamo un passo che tocca la vita concreta delle persone – ha affermato il Ministro Marina Calderone -. Rendere pienamente operative le tutele previste dalla legge sull’oblio oncologico significa affermare con chiarezza che la guarigione deve coincidere con un nuovo inizio, libero da paure, pregiudizi e barriere ingiustificate.
Il provvedimento garantisce strumenti reali per accompagnare il rientro al lavoro, sostenere la crescita professionale e valorizzare le competenze di ciascuno.
È un impegno che il governo assume con convinzione: costruire un sistema che non lasci indietro nessuno e che sappia guardare alla storia personale di ogni cittadino con rispetto e responsabilità. Continueremo a lavorare, in costante dialogo, affinché chi ha superato una prova così difficile possa contare su un sostegno autentico e sulla possibilità di progettare il proprio futuro».
Il decreto mette al centro la dignità della persona e il diritto a vivere senza pregiudizi, barriere sociali ed economiche. Lo fa puntando in particolar modo sulle competenze, presenti o attivabili attraverso le politiche attive del lavoro.
Nella pratica, assimila tutte le persone guarite da patologie oncologiche ai soggetti in condizione di fragilità ricompresi tra i beneficiari del Programma GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori), del Fondo Nuove Competenze, dell’Assegno di Inclusione (ADI) e del Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) nel caso sia integrato il requisito economico, e tra coloro per cui possono essere attivati gli “accomodamenti ragionevoli” definiti dalle leggi n. 18/2009 e n. 104/1992, di recepimento della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.
«Garantiamo così a migliaia di cittadini guariti dal tumore il giusto ed effettivo riconoscimento dei propri diritti. Penso, in particolare, a chi ha affrontato la malattia da bambino: oltre 50.000 guariti da tumore pediatrico potranno beneficiare della legge e guardare al futuro con maggiore serenità – ha sottolineato il Viceministro con delega alle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci -. Continueremo su questa strada, nel segno di un impegno concreto e duraturo a favore delle persone con malattie oncologiche e di chi ha già vinto la propria battaglia».
Il provvedimento si inserisce in una più ampia azione del Governo a sostegno delle persone affette da tumore e delle loro famiglie. In particolare, sono state rafforzate le tutele per i lavoratori che stanno affrontando il cancro, si è provveduto a semplificare le donazioni al Terzo Settore, presidio fondamentale di supporto e accompagnamento, ed è stato incrementato nella legge di bilancio per il 2026 il Fondo per l’assistenza ai bambini malati oncologici di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028.



