Perché, se andiamo ad analizzare il percorso, questo signore nei primi due anni è arrivato ottavo in Premier League
Al terzo anno ha ottenuto un quinto posto. Poi ha collezionato solo secondi posti.
In sei anni sulla panchina dei Gunners ha vinto soltanto una coppa inglese e due Community Shield
In Italia lo avrebbero etichettato come perdente o eterno secondo. Invece l’Arsenal ha scelto di resistere, di credere in un’idea, di proteggere una visione. Così ha costruito un progetto che oggi è diventato identità. Oggi l’Arsenal è una squadra riconoscibile, giovane, intensa, organizzata. Quest’anno sembra davvero imbattibile.
Sta dominando la Premier League e la Champions League. Complimenti all’Arsenal per aver creduto nel lavoro, non nell’istante.
Per aver costruito, non rattoppato. E oggi raccoglie ciò che in molti, troppo presto, avrebbero distrutto. E complimenti soprattutto a Mikel Arteta, che si dimostra un grande, grandissimo manager.



