Timisoara, una grande mostra da Pompei all’arte contemporanea

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Sulla scia del successo di “Le luci di Caravaggio”, che ha stabilito un record di presenze di giovani visitatori e ha ridefinito la relazione del museo con il pubblico attraverso la metafora degli specchi e le luci teatrali, il Museo Nazionale d’Arte di Timisoara (MNArT) torna al centro del palcoscenico internazionale con un nuovo progetto

Da oggi fino a inizio 2026, la mostra “La Fragilità dell’Eterno. Da Pompei al Grand Tour fino a oggi” trasforma il palazzo barocco in un santuario di resilienza. Curata da Filip A. Pectu, direttore generale del MNArT e da Massimo Osanna, direttore generale Musei del ministero della Cultura italiano, l’esposizione è organizzata sotto l’Alto Patrocinio delle istituzioni culturali italiane e rumene.

Se Caravaggio si concentrava sulla dualità di luce e ombra, “La Fragilità dell’Eterno” sposta il paradigma su cataclisma e sopravvivenza. La mostra propone un sorprendente confronto: il disastro naturale del Vesuvio avvenuto nel 79 D.C. – che ha conservato tracce di vita romana in un paradosso di distruzione – e il “cataclisma antropico” del ventesimo secolo, che culmina nella metallica macchina bellica delle guerre mondiali.

Il percorso di mostra riunisce, in esclusiva mondiale, opere che non sono mai state esposte insieme prima d’ora. I capolavori provengono dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN), dal Museo e Real Bosco di Capodimonte, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, dai Musei Nazionali del Vomero e da Castel Sant’Angelo.

Questi prestiti istituzionali sono affiancati da opere appartenenti a collezioni private, inclusa la Galleria Lia Rumma, creando una narrazione visiva che intreccia gli affreschi romani del I secolo con reinterpretazioni romantiche e neoclassiche, la Scuola di Posillipo e le riflessioni contemporanee sulla fragilità, che vedno opere di grandi artisti come Alberto Burri, Lucio Fontana Anselm Kiefer o Gian Maria Tosatti.