Un lavoro dove il jazz e il funk si fondono aprendo la strada ad altri linguaggi come il reggae, il rock e la world music. Sono queste le caratteristiche principali di Journey To Rhodos, ultimo disco del bassista e compositore Fabio Di Tanno in uscita il 24 gennaio per l’etichetta Wov Records.
Un percorso musicale fatto di contaminazioni e legami dove prevalgono il lavoro d’insieme, l’interplay e la coesione tra gli strumenti che danno voce a ogni brano. L’album descrive un viaggio che comincia dalla nostra penisola e vola verso est, a Rodi, dove nasce il Sole e dove diverse culture musicali si fondono lasciando spazio all’immaginazione.
L’isola, infatti, famosa nell’antichità per il suo colosso, l’antica statua dedicata ad Apollo, simboleggia un punto di partenza dal mar Mediterraneo verso l’oriente, un mondo che apre la strada alla contaminazione sonora e alla commistione dei linguaggi.
L’elemento che lega tutte queste influenze è rappresentato dalle melodie dei brani, accomunate da una spiccata cantabilità e da uno stile che risiede nel gusto compositivo dell’autore.
Il disco è infatti composto principalmente da composizioni originali come la title track, Journey to Rhodos, ipnotica e scandita da un tempo dispari che simboleggia un vascello fluttuante sul mare intento scoprire le antiche rotte del Mediterraneo che mettevano in comunicazione oriente e occidente.
Arya Sura è un brano ciclico, caratterizzato da vari ostinati ispirato all’omonimo libro che narra le precedenti vite di Buddha prima che si reincarnasse in quella che lo portò all’illuminazione. A questi si aggiungono rivisitazioni di grandi successi come, Impressions di John Coltrane, So What di Miles Davis e Indagine su di un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Ennio Morricone.
Quest’ultimo è un omaggio, in un carosello di stili ed emozioni musicali, a questa grande ed evocativa melodia, dove il tema centrale rimane l’idea secondo cui chi detiene l’autorità sia immune alla legge che egli stesso deve far rispettare. Brani che, aggiunti agli originali, acquistano una nuova forma grazie ai musicisti che accompagnano il leader in questo viaggio sempre in equilibrio tra l’interplay, la ricerca del groove e un coinvolgimento ritmico e danzante della musica.
Completano, dunque, la formazione che ha preso parte alla realizzazione di questo disco Tommaso Iacoviello alla tromba e flicorno, Francesco Felici al sax tenore, Nicola Tontoli al piano & tastiere, Pietro Borsò alle percussioni e Angelo Carmignani alla batteria.
Link Audio
https://fabioditanno.bandcamp.com/
BIOGRAFIA: Fabio Di Tanno si diploma in contrabbasso classico presso l’istituto di alta cultura musicale L. Boccherini a Lucca sotto la guida del Maestro Sergio Grazzini. Si laurea in arrangiamento e composizione Jazz presso l’istituto superiore di Studi musicali Pietro Mascagni a Livorno. Frequenta stages e corsi di musica jazz tenuti da musicisti come Paolino Dalla Porta, Ares Tavolazzi, Larry Grenadier (Brad Meldhau), Dario Deidda, Pietro Leveratto, Fabio Zeppetella, Umberto Fiorentino, Gianni Serino, Dominique di Piazza, Anthony Muthuraja, Gianluca Renzi.
Negli ultimi 10 anni ha trovato nell’associazione Mixart, la sua base per l’attività didattica.
A partire dagli anni della pandemia scrive corsi dedicati alla teoria musicale e al basso elettrico che sono disponibili sulla piattaforma internazionale online Udemy ad oggi contano più di 1000 studenti.



