25 anni di Osservatorio for Independent Thinking, Parolin ai giovani: Non temiate il fallimento

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Sono oltre 1 milione l’anno gli studenti formati attraverso progetti mirati a sviluppare una cittadinanza consapevole nei campi dell’informazione, dell’economia e della finanza, dell’energia, dell’ambiente.

Questo è lo scopo dell’Osservatorio for Independent Thinking (già Osservatorio Giovani Editori) che conclude oggi a Roma le celebrazioni di 25 anni di attività. Ospite d’onore il Segretario di Stato di Sua Santità S.E

Cardinal Pietro Parolin che ha parlato per 90 minuti a una platea di oltre 500 studenti arrivati da tutta Italia, dal Veneto alla Calabria, alcuni di loro hanno posto domande cruciali in questo periodo di tensioni internazionali.

“La situazione è diventata drammatica, fonte di grande preoccupazione”, ha detto Parolin rispondendo sulla crisi internazionale che questi giorni domina l’agenda delle notizie. “Ci troviamo molte volte in difficoltà a rispondere in maniera adeguata. Anche se la Santa Sede ha maturato delle linee a cui facciamo riferimento in situazioni molto complesse”.

Una domanda gli è stata fatta anche sulla situazione in Venezuela, dopo l’arresto del presidente Maduro da parte dei militari statunitensi. “Sono stato nunzio apostolico per 4 anni in Venezuela a Caracas, dal 2009 al 2013, anche se già c’erano grosse difficoltà e grande tensione tra episcopato e Chavez”, ricorda il prelato.

“Siamo ora in una situazione di enorme incertezza, difficile prevedere l’evoluzione. Gli Usa hanno detto di voler arrivare a una democratizzazione per arrivare a nuove elezioni, ma io non sono così sicuro che questo avverrà. Ora è urgente aiutare la popolazione, c’è una grave crisi economica che ha portato miseria. Ci sono 8 milioni di venezuelani che sono dovuti fuggire, anche per ragioni economiche. Bisogna favorire una riconciliazione, c’è grande polarizzazione. Serve una riconciliazione anche spirituale”.

Naturalmente una riflessione è stata fatta anche sul modo in cui media raccontano il conflitto, dato che una delle missioni dell’Osservatorio è proprio educare i giovani alla media literacy (alfabetizzazione mediatica). “Le notizie che si rincorrono sui media portano a un senso di assuefazione, una crisi vale l’altra”, spiega Parolin.

”Per la Santa Sede prima di tutto c’è l’attenzione alle popolazioni, lo diceva sempre Papa Francesco “non dobbiamo considerare i numeri, i fenomeni, ma dobbiamo considerare il voi”.

Poi una domanda su uno dei moniti più celebri di Papa Francesco: “Non so come Papa Francesco avesse elaborato il concetto di Terza Guerra Mondiale a pezzi, ma è certamente la realtà, L’unica mia perplessità è che queste frasi poi diventano slogan e basta, non si pensa alla soluzione”, precisa.

E poi, affrontando la questione mediorentale Parolin dice: “Il punto di arrivo, noi lo diciamo da almeno 10 anni, è quello dei due Stati, noi abbiamo riconosciuto lo Stato di Palestina. Da un punto di vista teorico la cosa per noi è chiara, da un punto di vista pratico è sempre più difficile. I palestinesi devono trovare rispetto dei loro diritti e anche una terra dove poter vivere”.