DURANA TECH PARK, CANTIERI INFRASTRUTTURALI AL VIA: 80 ETTARI PER INVESTIMENTI INDUSTRIALI E TECNOLOGICI

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L’annuncio della Direttrice generale esecutiva Florenca Haxhi: “Grazie a quest’area attrezzata, posizioneremo l’Albania come centro regionale di area vasta per l’alta eccellenza innovativa”

Il Durana tech park sorge in località Xhafzotaj fra Durazzo e la capitale Tirana

(Fonte: agenzia Ata) Durana Tech Park si configura come Parco Tecnologico e Scientifico ai sensi della relativa legge quadro del 2022, “sulla base dell’analisi dei modelli internazionali e delle migliori buone prassi di maggior successo. Per questo motivo, si è deciso che il Parco sarebbe inizialmente nato come piattaforma virtuale, per poi evolversi verso un modello ibrido, con una presenza infrastrutturale sia fisica sia virtuale e digitale”. Di conseguenza, aziende, startup, università e nomadi digitali possono registrarsi e interagire attraverso la piattaforma ufficiale.

Direttrice generale Florenca Haxhi: saranno resi operativi i primi quattordici ettari 

“La parte virtuale – prosegue la Direttrice – continuerà sempre a esistere. Le aziende che vorranno essere virtuali al 100 per cento, avranno questa opportunità anche dopo la costruzione dell’infrastruttura fisica. Per tutti i casi di insediamento e di domiciliazione, sarà vigente e applicativo un pacchetto fiscale parametrato alla capacità di creare occupazione qualificata e di effettuare investimenti a più alto valore aggiunto di trasferimento di tecnologia nel nostro Paese”.

Gli strumenti di agevolazione tributaria includono “l’azzeramento dell’imposta sul reddito delle società per 15 anni, stipendi non imponibili e contributi previdenziali ridotti per i dipendenti assunti nel settore ICT.

Il Parco – conclude la sua massima rappresentante – “è aperto a quattro categorie principali: aziende che operano nel campo della tecnologia e dell’innovazione; startup; nomadi digitali; università e istituti di ricerca. Finora hanno espresso interesse 142 aziende, la maggior parte delle quali straniere, provenienti da Stati Uniti, Italia, Germania, Estonia e altri Paesi. Sono stati firmati contratti con 53 aziende, mentre altre 25 sono nelle fasi finali del processo di approvazione e ammissione. Il prossimo passo consisterà nell’adeguamento dei programmi di studio universitari alle esigenze del mercato del lavoro all’interno del Parco. In questa fase, siamo impegnati nell’organizzazione degli incontri con le aziende registrate, per individuare le esigenze specifiche degli spazi fisici, e per fare in modo che soprattutto i giovani possano lavorare per aziende globali senza essere costretti a emigrare”.