Adela Osmani: l’infinito spirituale, l’amore e la sensibilità

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Ogni individuo si esprime e comunica con un suo personale linguaggio legato alle proprie origini, all’area geografica, alla soggettivazione del pensiero e alla visione della vita
Insomma, ognuno di noi ha seguito, e segue, un percorso unico e complesso, attraverso cui tende a diventare un soggetto singolare, differenziandosi dagli altri, integrando le proprie esperienze, selezionandole dalle conoscenze e dal sapere altrui, costruendo la propria identità e autonomia, con un agire personale per tutta la vita. Non solo per diventare “soggetto”, ma anche per meglio essere identificato dalle culture e dai poteri esterni a lui e creare, sostanzialmente, un suo “posto nel mondo”.
Attenzione però: per essere positiva, la soggettivazione non deve chiudere il soggetto in se stesso, ma invitarlo a trovare quella strada che lo metta in relazione con la complessità della vita (M. Foucalt).
Artisticamente avviene un processo analogo; possiamo così osservare e “ascoltare” ogni artista, qualunque cosa faccia o dica, moderna o classica: figurativa iconica, moderna informale, legata alle arti performative o astratte, ad applicazioni, design-art, scultura, fotografia… e conoscerlo nelle sue esperienze, tecniche e sensibilità, saper più o meno fare… soprattutto se siamo disponibili a guardare bene le sue opere (non i 5/15 secondi che spesso dedichiamo loro!) e “ascoltare” quello che sta dicendo.
Anche nel campo della comunicazione artistica – e specialmente in quella informale ed astratta – il linguaggio non è mai facile e non è per tutti uguale, in quanto bisogna tener conto di chi “vede”/”ascolta” che non sempre è in sintonia o comunque disponibile.
Significativo, in questo senso, il pensiero di un grande maestro: “La pittura è uno stato dell’essere… La pittura è una scoperta del sé. Ogni buon artista dipinge ciò che è.” (J. Pollock).
In questi concetti troviamo una spiegazione per la difficoltà di comunicazione di artisti che sono poco legati ai classicismi (ormai consolidati) o che sperimentano nuovi punti di vista nell’osservare, riproporre o descrivere la realtà e nuove forme di comunicazione.
Valentino, l’ineguagliabile grande maestro italiano “imperatore della moda”, nella sua grande eredità artistico-culturale ci ha lasciato, tra l’altro, l’indicazione di amare, perseguire e coltivare “il bello”.
Ricercare l’infinito spirituale e la bellezza interiore, luce illuminante e luminosa dell’anima, in aggiunta ad altre tre peculiari caratteristiche personali, è il tratto saliente che definisce la personalità umana e creativa dell’artista che oggi vi presentiamo: Adela Osmani.
Se l’osservatore/visitatore si pone “di buzzo buono” di fronte alle sue opere, potrà osservarle in tutta la loro intensità ed efficacia. Bellezza esteriore ed interiore, sensibilità e volontà di innalzarsi oltre la materialità, verso una spiritualità generatrice di migliori e più nobili condizioni umane di vita…
Adela Osmani è una profonda fonte eruttiva di energia creativa astratto-informale, che colpisce subito con le sue opere, anche psicologiche, che vivono tra aggressività e dolcezza espressiva, rabbia e furore, carezze e coccole, trasformando i colori e le cromie, siano forti o tenui e delicate, in parole, in frasi e in messaggi da comprendere e recepire individualmente.
Un linguaggio universale, per la tecnica usata, come vedremo paradossalmente semplice!: osserviamo quindi senza paura i colori e le forme delle macchie nel loro equilibrio armonico, e lasciamo il proprio “io” – dalle sue completezze alle sue incompiutezze – libero di elaborare sensazioni, emozioni, ricordi, letture, esperienze, sogni, fantasie…, e di trovare infine le risposte più appropriate.
Ogni sua opera è impregnata da una o più emozioni, supreme espressioni della sensibilità; è fonte di una “rivelazione”, quasi una divinità impalpabile che lega la terra/materia al cielo/spirito attraverso cromatismi irreversibili, forme immateriali e una luce che pur non essendo un colore ha il fondamento del colore; non la banalità pittorica ma – come dicevamo – l’esaltazione della illuminazione immateriale interiore origine dell’aura.
L’amore delle persone (e delle cose) non sfugge al suo occhio attento, e con la bellezza è una storia antica sempre attuale e nella sua tavolozza sensibile ed attenta vengono fissati entrambi nell’intensità di un attimo eterno immortalato nel flusso del tempo…
I valori spirituali rappresentati dai suoi stati interiori vengono proposti – come avviene con significati simbolici in varie culture e discipline, esoterismo incluso – con i bianchi (purezza, divinità), i neri (mistero, interiorità), i blu (verità, calma) e i gialli (vitalità), tra cui si distinguono il viola e l’indaco (spiritualità elevata, terzo occhio), con collegamenti con gli elementi naturali.
I lavori della Osmani sono ricchi di queste cromie e delle loro varianti e sfumature, giacché è un’artista che vive l’arte e la vita con autentico slancio, capace di plasmare un “corpus” con professionalità, simbolismi, cura ed attenzione e senza alcun dilettantismo.
Apprendiamo che il suo vitale respiro creativo genera un flusso innovativo che passa dalla mente, dalla pancia e dal cuore direttamente sulla tela attraverso le mani, senza l’uso del pennello; esiste cioè un filo diretto di comunicazione del messaggio dalla sua anima all’osservatore che rende quel comunicare più diretto ed efficace, trasformando lei stessa in una delle figure più notevoli dell’arte moderna.
Gli amorevoli e “speciali” tocchi delle sue magistrali dita, una volta steso il colore base, danno vita e coltivano le appena accennate figure e linee casualmente nate sulla tela, rendendole importanti e protagoniste, spostandole verso un volume ed una evidenza maggiori e rendendo quelle sembianze da eteree e fluttuanti a volumetriche, concrete, visibili e prospettiche, quasi a voler dar loro un tocco di vita, un afflato di esistenza umana ricco delle sue cose migliori!
Un viaggio, il suo, appena iniziato (ha soli 26 anni), un racconto che coinvolge l’animo umano con naturalezza e la vulnerabilità dei vari momenti del vivere, e che includono anche le sue personali esperienze ed emozioni e la forza del potere latente insito in ogni momento della vita.
Questa, a nostro avviso, può essere una strada che da una parte può avvicinare l’arte, di qualunque genere, alle persone e dall’altra superare la “difficoltà di comunicazione” e contribuire a far nascere e crescere una società migliore.
Adela Osmani è un’artista contemporanea nota per le sue opere astratte e colorate, che esplorano temi di spiritualità, identità e connessione, con opere inquadrate in serie.
Tra i suoi lavori più noti – esposti in varie gallerie internazionali e presentati anche in contesti istituzionali – ricordiamo Triumph, progetto che celebra il successo e la grandezza; Aura – Louvre Collection, opere che esplorano il concetto di aura e presenza e Expressive Eye & Identification Signature, che indagano l’espressione artistica e l’identità. Indimenticabile la serie esposta alla Saatchi Gallery di Londra (una delle principali gallerie di arte moderna e contemporanea), mostra che l’ha proiettata sulla ribalta della scena artistica internazionale.
Vincitrice come migliore artista astratta negli Emirati Arabi Uniti nel 2024, ha esposto in diverse gallerie tra le più acclamate al mondo, a Londra, Parigi, Milano e New York, oltre a mostre personali in Albania (Aeroporto di Tirana) e collaborazioni istituzionali.
Nel contesto pubblico, partecipa attivamente a iniziative sociali, come la pittura di un mantello per Miss Parliament USA nel 2023, e ha incontrato figure politiche di rilievo in Albania e Qatar.
Adela Osmani non finisce e non è solo questo!
Sentiremo ancora, tanto e bene – ne siamo certi – parlare di questa giovane donna e dei suoi “magici tocchi d’arte” – già oggi – “da maestro” sulla tela.
Nella composizione fotografica, dell’autore, con immagini tratte dai siti di Adela Osmani, due delle belle opere da lei create ed i suoi “pennelli” intinti di colore.
franco cortese
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