Modern nostalgia: il grooming maschile che viene dal passato e torna a fare tendenza

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Basette anni Settanta, baffi sottili, ricci “tirabaci” e barbe d’autore: le nuove icone maschili rispolverano i look d’archivio, riscrivendo il codice estetico del presente.

Da sempre, capelli, barba e baffi, sono parte di un linguaggio che racconta stile e carattere, definendo ruoli e creando icone.

Il grooming ha costruito epoche e, in alcuni casi, è persino diventato simbolo di appartenenza a gruppi o élite. Oggi, il revival del passato è parte di una visione estetica: la storia è prima di tutto un luogo da cui attingere suggestioni e dettagli che vanno interpretati però con uno sguardo nuovo.

Questa rilettura in chiave contemporanea diventa ancora più evidente al cinema, nella musica e sui red carpet: tagli decisi, volumi inaspettati e baffi sottili sono solo alcuni dei segni distintivi delle nuove icone maschili. Non si imita, si cita: si gioca con le strutture, si scompone, si rielabora.

Barberino’s, la catena di barbershop Made in Italy che sta rivoluzionando la professione del barbiere, ha selezionato sei look che vale la pena osservare da vicino. Dal liscio con volume di Glen Powell, ispirato agli anni Novanta, passando per lo shag con basette di Jacob Elordi, variazione trasversale su un classico che attraversa le epoche, fino ai baffi a fiammifero di Timothée Chalamet, che strizzano l’occhio alla Old Hollywood, ecco sei interpretazioni del passato che trovano spazio nel panorama di oggi.

Ritorno agli anni ’90, come Glen Powell

Corto e liscio, effetto bagnato, con un pizzico di volume e frangia a tendina: il taglio sfoggiato dall’attore Glen Powell, in How To Make a Killing (film in uscita a febbraio), è un richiamo diretto allo Hugh Grant di Notting Hill. Un look pulito dal fascino anni Novanta, ma che, grazie a un volume strategico e sobrio, non risulta noioso.
“Se si parte dai capelli umidi, l’effetto bagnato si ottiene utilizzando prodotti come gel o mousse, mentre la cera è più indicata se si procede allo styling dopo l’asciugatura”, spiega Arcangelo Petrillo, Master Barber di Barberino’s.

“Per la frangia a tendina è importante regolare la lunghezza delle ciocche laterali e che risulti leggera: cere e pomate a base d’acqua ne facilitano la gestione, preservandone la morbidezza e il volume. Il look è più adatto ai visi ovali o rettangolari, ma anche chi ha il viso rotondo può riprodurlo, a patto di creare maggiore volume nella parte alta della testa per far apparire il viso più lungo”.

Shag contaminato, come Jacob Elordi

Jacob Elordi veste il ruolo di Heathcliff, nel nuovo, attesissimo adattamento cinematografico di Cime Tempestose, nelle sale dal 12 febbraio. Nel film, l’attore australiano porta un taglio shag, scalato e mosso costruito su lunghezze irregolari che si sovrappongono. Ma il vero twist contemporaneo è dato dalle basette: una miscela di epoche diverse, piuttosto che un’interpretazione diretta degli anni Settanta. Il risultato è un mix tra classico e moderno, indubbiamente riuscito, che rendono il viso magnetico.

“Lo shag si realizza con una scalatura a più livelli: i volumi sono concentrati al centro della testa mentre le punte sono più sfilate, le lunghezze devono essere sfoltite, per risultare leggere. È un look da rockstar e, in questo caso, l’aggiunta delle basette lunghe lo rende più vissuto, in linea con l’epoca di ambientazione del film”, aggiunge Arcangelo Petrillo.

Baffo Old Hollywood, come Timothée Chalamet

Fresco di Golden Globe per il ruolo di protagonista in Marty Supreme, Timothée Chalamet ha riportato in auge i baffi a fiammifero (detti anche “a matita”): si trovano appena sopra il labbro superiore e sono divisi nel mezzo. Sottili ed eleganti, ricordano Clark Gable e la raffinatezza senza tempo della Old Hollywood.
“La divisione può seguire l’attaccatura naturale o essere creata manualmente con un rasoio. Sono baffi che richiedono una manutenzione continua, con rasatura e ritocchi quotidiani. Per quanto riguarda la lunghezza è importante che non superi gli angoli della bocca più di 5 millimetri”.

Richiami rock ed eleganza ottocentesca, come Luke Thompson

Luke Thompson sta per tornare nella quarta stagione della serie Bridgerton: il fascino del suo personaggio (Benedict Bridgerton) è legato anche a un pompadour corto, d’ispirazione rock’n’roll anni Cinquanta. Il ciuffo è cotonato, ma resta contenuto tra i 4 e i 5 centimetri. Meno strutturato rispetto alle acconciature delle star del rockabilly, la sua versione risulta più classica e perfetta per la Regency Era che fa da sfondo alla serie.

“È un taglio perfetto per chi non vuole perdere troppo tempo in asciugatura e styling, senza intaccare stile e personalità. È importante che il ciuffo abbia volume e che i lati della testa siano rasati a 3 o 6 millimetri. È un look che strizza l’occhio al passato, ma ha anche un tocco contemporaneo”.

 

Ispirazione cabaret e barba Van Dyke, come Bad Bunny

Al Met Gala dello scorso anno, l’artista Bad Bunny ha riportato sotto i riflettori il “tirabaci” o Kiss Curl, un riccio scolpito con il gel che si adagia sulla fronte. L’ispirazione è anni Venti, un omaggio alla Flapper Era e alla cantante e ballerina Joséphine Baker. A completare il look del cantautore e rapper portoricano, barba e baffi, una rivisitazione dello stile Van Dyke: il risultato finale è un mix inedito che esprime grande personalità.

“Il kiss curl è la cifra delle star del cabaret, deve essere modellato con gel o cera a tenuta forte. L’abbinamento con la barba Van Dyke è audace: quest’ultima si realizza facendo crescere la barba e poi ripulendo tutto, ad eccezione di mento e baffi, anche modellati a manubrio”.

 

Baffo da fuorilegge, come Pedro Pascal

Pedro Pascal ha trasformato l’Outlaw Mustache in un suo segno distintivo: si tratta del “baffo da fuorilegge” (detto anche Cowboy Mustache), legato al mondo western e che richiama alla memoria tante star del cinema del passato, che interpretavano personaggi tenaci e dallo stile disinvolto.

Nella rilettura di Pascal il baffo è però più sottile e non indurisce troppo i tratti del volto.
“L’outlaw mustache è una variazione sullo chevron: quello classico è più folto, questa è una versione “a piramide” che scende leggermente a punta sui lati”, conclude Arcangelo Petrillo.