a cura di
Maria Laura Gelmini
Bipielle Arte
28 febbraio – 22 marzo 2026
Inaugurazione: venerdì 27 febbraio ore 17,30
La Fondazione Banca Popolare di Lodi dedica a Simona Uberto, nella sala espositiva Bipielle Arte, l’antologica Fatum Futura, che ripercorre trent’anni di ricerca tra fotografia, installazione e paesaggi visionari.
In mostra circa cinquanta opere, dagli scatti urbani degli esordi ai miraggi della serie Fata Morgana, un percorso che indaga il confine tra realtà e immaginazione, facendo del titolo – tra destino e futuro – la chiave di lettura della poetica dell’artista.
Fatum Futura, l’ampia mostra antologica a cura di Maria Laura Gelmini dedicata a Simona Uberto (Savona, 1965), che apre il 27 febbraio prossimo negli spazi della Bipielle Arte, la sala espositiva della Fondazione Banca Popolare di Lodi, diretta da Paola Negrini, offre una panoramica ampia e coerente su trent’anni di ricerca dell’artista, docente di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dagli anni Novanta a oggi, riunendo circa cinquanta opere tra fotografia, installazione, collage, scultura e interventi ambientali.
Il titolo nasce da un’intuizione dell’artista e condensa il nucleo poetico del progetto: una riflessione sulla tensione tra ciò che ci precede e ciò che ci attende, tra destino e possibilità, tra predeterminazione e sguardo verso il futuro. “Fatum, dal latino ‘fari’, significa ciò che è già stato pronunciato, la parola-oracolo che diventa destino – spiega Uberto – mentre Futura indica il tempo a venire, ciò che ancora non è. È uno spazio di domande, sospeso tra ciò che è stato detto e ciò che stiamo ancora costruendo.”
Questa dialettica tra origine e avvenire attraversa tutta la sua opera: un lavoro che parte sempre dal reale – uno scatto fotografico, un frammento urbano, un paesaggio – e si trasforma in visione, in racconto, in miraggio.
Fin dagli anni Novanta, Simona Uberto si muove lungo una linea sottile che separa – e unisce – documentazione e immaginazione. I primi cicli dedicati alla vita urbana (tra cui Interferenze, Aggregazioni, Appartenenze, Incontri) raccontano la quotidianità come insieme di micronarrazioni: passanti colti in spazi pubblici, movimenti minimi che diventano ritmo visivo, geometrie che imprigionano istanti sospesi. Non semplici fotografie, ma “cornici temporali” che rendono la città un teatro di azioni inconsapevoli.
Negli ultimi anni la sua ricerca si è spinta oltre la dimensione urbana, aprendo a un nuovo territorio: il paesaggio come miraggio, luogo mentale, proiezione. Da questo slittamento nasce la serie Fata Morgana: immagini che oscillano tra realtà e illusione, tra visibile e visionario. L’artista seziona lo scatto, lo ingrandisce, lo ribalta, lo frammenta e lo ricompone, invertendo prospettive e logiche consuete.
Cielo che diventa terra, acqua che diventa cielo, skyline che si capovolgono: la percezione vacilla, ma è in questo spaesamento che si annida il senso profondo della sua opera. Un principio che vale per tutta la produzione dell’artista: dalla silhouette ritagliata alla composizione paesaggistica, l’immagine non riproduce, reinventa.
Ed è anche evidente che, come ha dichiarato Simona Bartolena in un saggio a lei dedicato, le opere di Uberto “non sono paesaggi ma miraggi. Ci traggono in inganno come il fenomeno della Fata Morgana: luoghi fantastici, mutevoli, destabilizzanti, che rivelano la precarietà delle nostre certezze visive.” L’effetto è quello che René Magritte definiva “l’attimo di panico”: il momento in cui lo spettatore comprende che la realtà rappresentata non coincide con la realtà percepita.
Il processo creativo di Simona Uberto è insieme meditativo e rigoroso. L’artista parte da uno scatto fotografico, “come se percorresse una stradina che diventa sentiero”: entra nell’immagine, la esplora, ne studia la struttura interna, fino a perderne ogni riferimento. Solo allora la ricompone in una nuova forma, che non appartiene più al reale ma a un altrove sospeso tra memoria e invenzione.
In Fatum Futura, questo metodo si amplifica: l’immagine diventa segno, il paesaggio diventa linguaggio, il miraggio si fa forma. Come osserva la curatrice: “Benché la conoscenza della prassi esecutiva di un artista, pur aggiungendo nuove chiavi di lettura, non sia indispensabile ai fini della fruizione, nel caso di Uberto, conoscere il procedimento può fare la differenza. La leggerezza che promana dalle opere di Uberto è il risultato di un lavoro minuzioso; vi confluiscono aspetti tecnologici e artigianali”.
L’artista costruisce le sue opere con un equilibrio tra matematica e poesia, tra controllo e abbandono. Ed è proprio in questo spostamento – dal reale alla sua traduzione poetica – che si radica la forza della sua opera.
Allestita negli spazi della Bipielle Arte – all’interno del Centro Direzionale progettato da Renzo Piano – la mostra si presenta come un percorso attraverso tre decenni di lavoro: dalle prime serie fotografiche dedicate ai flussi urbani alle installazioni che interrogano la percezione dello spazio, fino ai più recenti paesaggi destrutturati e alle visioni di Fata Morgana, dove la natura si fa enigma e rivelazione.
Il percorso espositivo è pensato come un attraversamento: il visitatore attraversa opere che aprono varchi, sconfinamenti. Ogni lavoro mette in discussione la stabilità dell’immagine, invitando a ripensare la relazione tra ciò che vediamo e ciò che crediamo di vedere.
Accompagna la mostra il catalogo Fatum Futura, pubblicato da Vanillaedizioni, che contiene i testi critici di Maria Laura Gelmini, Simona Bartolena e Giorgio Bonomi e un ampio apparato iconografico.
Crediti
La mostra è realizzata grazie alla collaborazione di:
- Galleria Melesi, che segue il lavoro di Simona Uberto dal 2002
- Associazione Culturale Rivoliduepuntozero, presieduta da Nicoletta Castellaneta
- Gli Eroici Furori, diretta da Silvia Agliotti
- Gruppo Scuola Galileo, Milano “Scuola professionale di lingua italiana”
Catering
Molino Colombo, Paderno d’Adda (LC)
Informazioni
Bipielle Arte
Via Polenghi Lombardo-Spazio Tiziano Zalli, Lodi
Orari: gio-ven 16:00–19:00; sab-dom 10:00-13:00 e 16:00-19:00 (ingresso libero)



