INIZIA L’ANNO GIUDIZIARIO, BEGAJ: “SERVE UNA GIUSTIZIA RISPETTATA, NON SOLO DICHIARATA, CONTRO LE IMPUNITÀ”

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Il Ministro guardasigilli, Lamallari: “Indipendenza non diventi assenza di responsabilità. Le denunce da parte dei Cittadini e delle Istituzioni devono essere sempre prese in carico, perché da questo dipende la fiducia nella riforma dell’ordinamento e dell’organizzazione giudiziaria avviata dal nostro Governo nelle due passate legislature”

Il Presidente della Corte Suprema, Sadushi: “Per noi essere indipendenti significa poter offrire alle Persone tempi certi e garanzie di professionalità nella gestione e risoluzione di cause e contenziosi, senza che ciò si traduca in un privilegio inaccessibile. Il settore statale comincia a essere vicino al Cittadino a partire da come viene amministrato il Tribunale di primo grado”

Onorevole Lamallari, Ministro della giustizia 

“La Giustizia non è semplicemente un potere; è la garanzia con cui lo Stato si concretizza nella vita delle Persone. Fin dall’avvio del mio mandato alla Presidenza della Repubblica, ho collocato questa priorità in cima all’agenda politico/istituzionale, affinché le riforme in vigore da dieci anni a questa parte producessero risultati finali non solo statistici, ma tangibili – ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Bajram Begaj, al debutto del nuovo Anno Giudiziario – Ebbene, oggi possiamo constatare che la maggior parte dei Cittadini ritiene che l’era dell’impunità stia iniziando a finire. I resoconti internazionali, i mass media e l’opinione pubblica prestano giustamente attenzione alle attività e ai successi delle Procure e delle strutture speciali di indagine contro il crimine e la corruzione, ma nel nostro sistema giudiziario possiamo vantare uffici, giudici e pubblici ministeri che, con altrettanta dedizione, dignità e senso responsabilità, riescono a svolgere il compito loro assegnato di corrispondere giustizia. Questa, infatti, funziona quando viene rispettata, non quando ci si limita a dichiararla”.

Sadushi, Presidente della Corte Suprema 

“Il presidio, dal punto di vista giudiziario, dello Stato di diritto e dei diritti umani, concorre a far compiere progressi nel nostro percorso di adesione all’Unione Europea. Questa è la sfida più importante per le Istituzioni presenti oggi in questa cerimonia non solo formale, così come per tutti coloro che parlano, agiscono e decidono in nome della Costituzione e delle leggi – ha proseguito il Capo dello Stato, soffermandosi sulla funzione proattiva sul piano della capacità di unificare e semplificare le norme, oltre che di applicarle – La Corte Costituzionale e l’Alta Corte svolgono un ruolo essenziale per quanto riguarda la tendenza ad accorpare le prassi e a garantire la certezza del diritto. L’Alto Consiglio della Magistratura, l’Alto Consiglio delle Procure, l’Alto Ispettore della Giustizia, il Consiglio per le Nomine Giudiziarie e la Scuola dei Magistrati rimangono essenziali per il funzionamento sistemico in termini di autogestione, trasparenza e moralità”.

Ciò perché l’obiettivo finale è quello “di Giudici che devono emettere decisioni senza pressioni o interferenze, in linea con gli standard europei e con le attese dei nostri concittadini il cui elevato sentimento europeista impone di essere corrisposto tramite una moderna amministrazione giudiziaria che riduca i tempi d’attesa e restituisca certezza ai diritti individuali, sociali, reali e proprietari. Come Presidente della Repubblica – ha concluso Begaj – continuerò a sostenere con forza il rafforzamento dell’indipendenza e della funzionalità del sistema giudiziario, ma rimarrò sempre una voce chiara in difesa degli interessi dei Cittadini che dal lavoro dignitoso e sereno dei Magistrati si aspettano una giustizia accessibile, non burocratica ed egualitaria”.