Non è tristezza. È spegnimento

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La depressione non è un momento no, non è malinconia, non è stanchezza.
È una malattia vera. Arriva senza chiedere permesso e ti toglie tutto: la forza, il desiderio, persino la curiosità di vivere.
Non c’è un motivo preciso. Non c’è un evento che la spieghi.
È un buio che non nasce da qualcosa che è successo, ma da qualcosa che smette di funzionare dentro di te. Il corpo va avanti, la mente no. O forse è la mente che va avanti e il corpo che si rifiuta.
Non hai voglia di vivere, ma non hai nemmeno la forza di morire.
Resti sospeso. Esisti, ma non partecipi più alla tua vita.
La parte peggiore è l’incomprensione.
Chi ti guarda da fuori pensa che basti reagire, distrarsi, essere forti. Non capisce che la forza di volontà non serve a nulla quando è la volontà stessa a essere malata.
Ho imparato che la mente si ammala come il corpo.
E che la fragilità non è una colpa, ma una condizione umana. Accettarlo non ti guarisce, ma ti impedisce di sentirti sbagliato.
La depressione non fa rumore.
Non urla.
Ti spegne piano.
E quando lo capisci, l’unica vera battaglia è restare. Anche solo restare.”
—Vittorio Sgarb