Sabato, nel giro di pochissime ore, ha registrato e poi pubblicato “Streets of Minneapolis”, una canzone dolorosa e struggente “dedicata alla gente di Minneapolis, ai nostri innocenti vicini di casa immigrati e in memoria di Alex Pretti e Renee Good Stay free, rimani libero”
È un brano mondo, pieno di compassione, umanissimo e insieme politico, in cui Springsteen si scaglia contro l’Ice, definito “l’esercito privato del Re Trump”, celebra la Resistenza della città contro il nuovo squadrismo fascista e canta la fine del “sogno americano”.
Si conclude così: “Nell’inverno del 2026 ricorderemo i nomi di chi è morto per le strade di Minneapolis”.
Semplicemente il Boss



