VICEMINISTRO GURI: 52 MILIONI DI EURO PRONTI PER LA NOSTRA AGRICOLTURA

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Si tratta della somma dei capitoli di spesa, su un totale più generale che supera i 160 milioni, destinati alla modernizzazione del settore rurale e al rafforzamento della sua diversificazione in senso turistico ricettivo, industriale e artigianale, al fine di assecondare la oramai consolidata vocazione esportativa del Paese delle Aquile

Il Ministro Andis Salla 

(Fonte: agenzia Ata) Sono stati introdotti nuovi strumenti di bilancio per l’aiuto e l’orientamento agli agricoltori per il collocamento dei prodotti biologici e trasformati sui mercati esteri, da parte del Ministero dell’agricoltura e dello sviluppo rurale. Per quest’anno in particolare, lo stanziamento globale ammonta a 163 milioni di euro equivalenti, il budget più significativo mai messo a disposizione del settore primario nel confronto con i precedenti esercizi annuali di bilancio.

Lo ha ribadito il Viceministro con delega all’Agricoltura allo sviluppo rurale, onorevole Fatmir Guri: “Il Programma nazionale di sostegno non è solo una fonte di finanziamento per gli agricoltori, è anche un importante meccanismo di orientamento verso migliori condizioni di produzione, una maggiore sicurezza alimentare e una più elevata capacità di stoccaggio e di trasformazione per accrescere il turismo e le esportazioni. A breve saranno distribuiti e assegnati circa 52 milioni di euro, che consentiranno il pieno sviluppo delle attività di trasformazione, etichettatura e selezione, aumentando il valore della produzione agricola e diversificando la stessa a livello qualitativo e tipologico in funzione del crescente numero dei mercati di destinazione attuale e futura”.

Ardita Kuçi, direttrice dell’agenzia statale per i pagamenti in agricoltura 

Il dicastero dell’Agricoltura – aggiunge il numero due del Ministro Andis Salla – “ha avviato un tour informativo nazionale, da Nord a Sud, da Tropoja a Saranda, che finora si è articolato in oltre 23 incontri nel corso dei quali sono stati contattati più di duemila agricoltori per ascoltarne le preoccupazioni e le necessità e per armonizzare le stesse alle raccomandazioni della UE che ha smesso di sostenere la produzione per litro o per chilogrammo, privilegiando interventi per il contenimento dei costi di produzione, l’aggregazione dei produttori e la riqualificazione dei prodotti lavorati e promossi in senso turistico, industriale e artigianale. Un ulteriore capitolo sarà quello del ricambio generazionale per favorire l’occupazione e l’autoimpiego dei giovani. Sarà decisivo l’aspetto della fiscalizzazione e della conservazione delle fatture al fine di maturare il titolo all’ottenimento dei finanziamenti e dei rimborsi. L’agricoltura sarà uno dei passaporti per il nostro progressivo avvicinamento alla UE”.