In gran silenzio, forse per non turbare il proprio elettorato, Lega e Fratelli d’Italia, per il tramite del ministro Giancarlo Giorgetti e del viceministro Maurizio Leo, hanno fatto approvare un emendamento alla legge di stabilità che accresce a dismisura i poteri della ex Equitalia, oggi Agenzia delle Entrate riscossione, in una maniera che sarebbe stata impensabile anche ai tempi dell’Unione di sinistra con Prodi e Visco
Il caso del Piemonte, dove nello scorso mese di agosto i voti dei Consiglieri regionali leghisti furono decisivi per far passare l’aumento dell’addizionale Irpef ai massimi livelli, rispetto alla stessa media italiana, a partire dallo scaglione di 15.000 euro annuì lordi di reddito, a fronte di una fascia esente, nel resto del Paese, fino a 28.000 euro
(Fonte: ufficio stampa Consorzi industriali italiani) Il mondo produttivo e i ceti medi professionali impoveriti lanciano l’allarme contro quelli che potrebbero essere i devastanti effetti dell’emendamento Giorgetti/Leo in materia di accelerazione dei meccanismi di esecuzione forzata attuati utilizzando i sistemi telematici più avanzati. A ribadire e a rappresentare il disagio, esteso a una platea amplissima di contribuenti titolari di partita IVA, è Antonio Visconti, Presidente nazionale di Ficei, la Federazione che riunisce i consorzi industriali italiani: “La nuova misura prevista nella manovra economica consentirà all’Agenzia delle Entrate Riscossione di procedere a pignoramenti presso terzi utilizzando i dati delle fatture elettroniche. Dietro il paravento di una presunta efficienza amministrativa, si rischiano effetti devastanti sul tessuto economico reale nazionale, composto in gran parte da piccole e medie imprese e da piccoli professionisti e lavoratori autonomi. Le PMI rappresentano oltre il 90 per cento dell’economia italiana, e sono già schiacciate da costi energetici elevati, interessi in crescita e una domanda interna fiacca. In un tale contesto, consentire al Fisco di bloccare in modo automatico le fatture significa togliere ossigeno a chi, contribuente già tracciabile e non evasore totale, fatica ogni giorno per restare sul mercato”.

I dati più recenti sono piuttosto chiari. Il governo Meloni non punta a contrastare la reale evasione ed elusione, intende semmai attuare una generale e generica operazione di cassa che finirà con il colpire i contribuenti già tracciabili e interessati da molteplici ingiunzioni e intimazioni cui non hanno potuto ottemperare per ragioni di forza maggiore. A fronte di 200.000 evasori totali accertati, sono in arrivo due milioni e mezzo di avvisi di accertamento e di cartelle esattoriali. Il condono tombale sarebbe l’unica soluzione praticabile per una vera pace fiscale e contributiva e per una reale ripartenza su basi di fiducia e di certezza.
Secondo il Presidente della federazione dei Consorzi, “l’intervento rischia di generare l’effetto opposto rispetto alle intenzioni dichiarate dal Governo. Invece di favorire la regolarizzazione dei debiti fiscali, si finisce con il sottrarre liquidità alle imprese proprio nel momento in cui ne hanno maggiore necessità. Il Fisco dovrebbe promuovere piani di rientro sostenibili e forme di assistenza alla ripresa, non trasformarsi in un creditore inflessibile verso chi è già tracciabile. Recuperare subito può sembrare utile, ma distruggere la capacità produttiva significa perdere un contribuente domani”.

Visconti aggiunge inoltre che “l’attuale quadro economico presenta segnali preoccupanti, con un contesto macroeconomico già fragile, dove l’Istat registra da oltre due anni una contrazione della produzione industriale. A pesare sono l’inflazione, la guerra e l’instabilità geopolitica. In uno scenario simile, colpire fiscalmente chi produce ed eroga beni e servizi qualificati significa aggravare la recessione e minare la competitività dell’intero sistema industriale nazionale. Inoltre, il provvedimento non distingue tra evasori totali e contribuenti in difficoltà. Colpire indistintamente chi ha debiti iscritti a ruolo è un errore grave: non è possibile ed è assurdo parificare chi non paga per dolo e chi non adempie per sopravvivenza. Serve una distinzione chiara tra chi evade e chi vive una crisi temporanea. L’Italia non ha bisogno di nuove strette fiscali, ma necessita di tempo, sostegno e fiducia per ripartire. Punire chi produce non rafforzerà i conti pubblici: rischia solo di indebolire ulteriormente l’economia reale e di cancellare migliaia di posti di lavoro”.
Nella foto di apertura: il ministro leghista Giorgetti e il suo vice di fratelli d’Italia Leo, artefici del provvedimento del governo Meloni che autorizza l’ex Equitalia a pignorare le fatture elettroniche dei liberi professionisti e dei lavoratori autonomi



