Stamattina il Parlamento Europeo ha adottato nuove misure per proteggere gli agricoltori europei dalle pratiche commerciali sleali degli acquirenti di prodotti agricoli
Con un voto unanime (555 voti favorevoli, nessun voto contrario e 26 astensioni), i deputati hanno dato il via libera definitivo alle norme che obbligano le autorità nazionali a cooperare in materia di pratiche commerciali sleali, per garantire che gli agricoltori ricevano un’equa remunerazione per il proprio lavoro.
I casi di pratiche commerciali sleali transfrontaliere che danneggiano gli agricoltori e i piccoli imprenditori agricoli saranno quindi prevenuti, indagati e puniti. Le nuove norme devono ora essere adottate dal Consiglio dell’Ue. Si applicheranno 18 mesi dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’UE.
Per rafforzare la tutela degli agricoltori, la nuova legislazione consentirà agli Stati membri di intervenire automaticamente e porre fine alle pratiche commerciali sleali transfrontaliere di propria iniziativa, senza bisogno di un reclamo da parte di un produttore. Questo nuovo sistema replicherà il regime di protezione delle indicazioni geografiche nel mercato unico.
Per impedire agli operatori di eludere la legge trasferendosi al di fuori dell’UE, le nuove norme mirano anche a proteggere i produttori dalle pratiche commerciali sleali degli acquirenti (ad esempio, grandi distributori, catene di supermercati, grossisti e intermediari commerciali) extra-UE.
Gli acquirenti registrati al di fuori dell’UE dovranno designare una persona di contatto responsabile per l’UE nel caso in cui venga aperta un’indagine nei loro confronti. Questa persona sarà il punto di contatto principale per le autorità di controllo e sarà tenuta a facilitare le indagini sulle pratiche commerciali sleali.



