Il Consorzio Clementine di Calabria IGP esprime in una nota pieno sostegno all’allarme lanciato dal Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP in merito all’intercettazione, sul mercato italiano, di agrumi provenienti dall’estero contenenti residui di sostanze non consentite nell’Unione Europea.
L’episodio, segnalato attraverso il sistema europeo di allerta alimentare, riaccende l’attenzione su un tema che riguarda l’intero comparto agrumicolo nazionale, comprese le produzioni di clementine. La questione investe non solo la sicurezza alimentare, ma anche la correttezza delle regole di mercato tra produttori europei ed extra UE.
Il Consorzio evidenzia come differenze negli standard produttivi, nei costi di manodopera e nei controlli fitosanitari possano determinare condizioni di concorrenza non equilibrate, con ripercussioni sulle imprese italiane che investono in qualità e certificazione.
“È necessario rafforzare i controlli alle frontiere e garantire uniformità nelle regole – prosegue Salimbeni – perché la tutela della salute dei consumatori e la salvaguardia della nostra agrumicoltura devono rimanere priorità assolute. La certificazione IGP rappresenta una garanzia di provenienza, qualità e trasparenza per il consumatore”.



