Dopo il duplice memorandum siglato dalla fondazione AgriOn, con sede a Manta, con l’università Polis e con l’ateneo di Agraria della capitale Albanese, nella giornata di martedì 17 i lavori saranno aperti dal dirigente albese Roberto Cerrato, tra gli artefici primi dei vari progetti che hanno portato al riconoscimento UNESCO delle Langhe e delle terre del vino e del tartufo bianco

Se lunedì mattina l’onore di inaugurare la sezione convegnistica – presso l’università Polis – è toccato al presidente della fondazione AgriOn Giacomo Ballari, la seconda giornata del primo workshop regionale su “Innovazione, Ricerca e Sviluppo strategico per un futuro europeo dei Balcani” sarà introdotta da Roberto Cerrato, dirigente di categoria albese e alto rappresentante dell’istituto per la valorizzazione dei paesaggi culturali della Regione Piemonte. Cerrato interverrà congiuntamente al professor Sergio Olivero, co/presidente del gruppo europeo di lavoro Etip specializzato in progetti di ricerca sulla transizione energetica.

“È per me un autentico onore poter intervenire a un così autorevole evento e momento convegnistico internazionale che riunisce i principali luminari dei Paesi balcanici e dei territori comunitari partners, potenziali alleati su progetti di ricerca scientifica applicata ai settori agro/ambientali e ai territori espressione di vocazioni colturali e culturali di eccellenza. Piemonte e Albania, e più in generale la macro regione dei Balcani occidentali impegnata nel percorso di integrazione dei mercati e delle società locali, evidenziano delle affinità materiali, climatiche e tradizionali che possono determinare dei percorsi congiunti, a partire dalla condivisione del capitolo connesso alla vitivinicoltura”, dichiara il dottor Cerrato.

Sarà lo stesso Cerrato a concludere i lavori della sezione mattutina di martedì illustrando la proposta per collocare i filari del Paese delle Aquile nel novero dei patrimoni dell’umanità, materiali e immateriali, tutelati dall’UNESCO. L’Albania presenta fin d’ora una serie di aree geografiche di pregio in tal senso, e la prospettiva è quella di ampliarle utilizzando le possibilità offerte dalle regole europee vigenti.



