IL CONSENSO DEL MOVIMENTO

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Finché parte dell’elettorato si riterrà moralmente superiore, il Movimento non avrà il consenso che meriterebbe.

La mia opinione è che l’Italia abbia necessità di una forza politica che si dichiari autenticamente di Sinistra per riportare gli italiani alle urne. Una forza di sinistra che scardini del tutto il razzismo ideologico e le storture imposte alla nostra democrazia da classi dirigenti indegne.

Gli elettori consapevoli hanno un ruolo rilevante in questo senso, devono chiarire ai loro interlocutori che il tempo del Movimento senza precisa collocazione politica è finito da quando Giuseppe Conte è presidente.

Qualcuno si dichiara con orgoglio Pentastellato autentico, che non si sa bene cosa significhi, dice di non essere di destra, di sinistra o centro, ma sciorina a freddo gli slogan della Lega o FDI. Ma così facendo esprime una contraddizione clamorosa perché a seconda dei conferma l’ ideologia deelle forze politiche che il Movimento di Giuseppe Conte combatte. Ciò equivale a non possedere cultura politica e voler condizionare il prossimo con la propria ignoranza piuttosto che porsi domande e colmare lacune.

Al di la della contraddizione evidenziata sopra, quando si sostiene “Non sono di destra , di sinistra o centro, sono pentastellato e i pentastellati veri sono come me” si compie un errore palese: si afferma che il Movimento puro è composto da un elettorato senza identità politica chiara, pronto a lanciare strali su chiunque in nome della propria superiorità morale. E’ un identikit poco attrattivo. Questo approccio ha funzionato nel 2018, quando il Movimento raccoglieva scontenti da tutte le aree politiche.

Oggi questo metodo non funziona perché i passaggi storici del Movimento hanno mostrato che essere sostenuti da milioni di uno nessuno e centomila non ha pagato. Ma l’assurdo peggiore al netto di errori su cui riflettere per crescere, e che il Movimento realizzò il programma e gli elettori avrebbero dovuto gioirne.

Invece menavano il can per l’aia su quanto il Movimento fosse subalterno alla Lega prima e al Pd dopo offrendo così spunti mediatici per enfatizzare i capricci degli elettori di una forza politica governata dal principio dell’uno vale uno.

Nel frattempo questi stessi elettori migravano altrove perciò non erano interessati all’agenda politica, credevano solo nel Movimento identitario superiore.

I media hanno fatto la loro parte nel propagandare un Movimento surreale, pericoloso, composto da improvvisati e tanto altro, ma gli stessi elettori del Movimento hanno mostrato di non saper distinguere il vero dal falso e hanno abbandonato chi lavorava per loro.

Se si è elettori qualunque, senza pretese particolari, farsi travolgere dalla propaganda è comprensibile.

Se invece si costruisce l’ identità politica sul fatto di vedere ciò che altri non vedono, di non essere gregge, di ragionare con la propria testa, allora lasciarsi condizionare da Mentana o da un titolo del Corriere diventa una sconfitta ideologica prima ancora che politica.

Il Movimento non è mai cambiato nei propri intenti politici, nelle proposte e nell’onestà intellettuale dei rappresentanti, eppure del glorioso 34% di rivoluzionari resta un 12% di elettori che hanno un compito difficile, rappresentare un Movimento maturo, con una chiara connotazione politica, inclusivo e capace di ascoltare prima di rispondere all’interlocutore in base a presupposta superiorità morale.

I social possono diventare una fonte di consenso oppure un solco invalicabile: “Dare tutta la colpa ai media per le sorti del Movimento significa sostenere che gli italiani siano incapaci di pensare autonomamente. Se pure in parte possa essere vero, si tratta di un’offesa poco utile a riconquistare consenso.”

G. Musumeci