È un esponente decennale di Forza Italia, già difensore di Berlusconi. Sempre al centro, è uno di quelli competenti, chiamato anche alla corte di Draghi e Cartabia per scrivere il primo atto di indebolimento della Magistratura con la riforma della giustizia del governo e della maggioranza dei “migliori”.
Ha parlato del referendum costituzionale e ha detto che, effettivamente, la questione dei ricorsi da parte dei Magistrati che si dovrebbero presentare alla stessa Alta Corte disciplinare che li ha eventualmente condannati, potrà essere rivista.
Al di là della questione tecnica, il viceministro ha ammesso candidamente che noi andremo a votare per qualcosa che non sappiamo cos’è, che non è trasparente e che potrebbe essere sia migliorato sia peggiorato.
Quindi, questi geni incompresi, vogliono cambiare diversi articoli della Costituzione senza che i cittadini abbiano piena contezza di ciò che avverrà.
Ora, ho sempre votato nel merito delle questioni ma questa volta ho un elemento in più per scegliere ed è il principio di precauzione.
No, non voglio lasciare carta bianca a un governo con dentro indagati come la Santanchè che sta facendo salti mortali per sfuggire dai processi, un governo che ha ripristinato i benefici carcerari per i condannati per corruzione, che ha abolito l’abuso di ufficio, che ha azzoppato la Corte dei Conti e concesso ai condannati di pagare solo il 30% del maltolto, che interrogano e avvisano i malviventi prima di arrestarli così che possano tranquillamente fuggire, che ha limitato le intercettazioni e che attacca i magistrati più esposti e che hanno dedicato la loro vita alla lotta alle mafie.
No, io voto no per il merito della riforma e per quello che potrebbe diventare se vincesse il sì.



