Secondo il noto critico d’arte e saggista Paolo Battaglia La Terra Borgese, “L’artista è il primo critico di se stesso”: ma perché e per quale motivo? Ecco cosa ha detto in un’intervista
“L’artista è il primo critico di se stesso”, ha detto Paolo Battaglia La Terra Borgese in un’intervista. Ma perché l’artista è il primo critico di se stesso? E percome? La tesi centrale del noto critico d’arte è che “l’uomo, potendo disegnare prima di scrivere, ha sviluppato il pensiero critico fin dai primordi”.
1. Perché e percome l’artista diventa critico di se stesso secondo Paolo Battaglia La Terra Borgese
2. Cos’ha detto Battaglia La Terra Borgese sui primordi della critica artistica
3. Battaglia La Terra Borgese spiega perché e percome
4. Paolo Battaglia La Terra Borgese verifica che la critica artistica è una vera e propria scienza
5. Note su Paolo Battaglia La Terra Borgese
Perché e percome l’artista diventa critico di se stesso secondo Paolo Battaglia La Terra Borgese
La critica artistica contemporanea attraversa una profonda crisi di rilevanza e visibilità, caratterizzata dalla disconnessione tra analisi critica e mercato, nonostante una sovrapproduzione di contenuti. Questa crisi è alimentata dalla commercializzazione che spesso inibisce il dissenso. A sostenerlo è il critico d’Arte Paolo Battaglia La Terra Borgese.
Già 40 anni fa, il critico d’arte disapprovava: “l’incomprensibile critichese, l’art-speak, ridurrà la critica d’Arte a mera narrazione promozionale”. Oggi, però, “il legame tra riviste d’arte, critici e il mercato riduce più drasticamente la possibilità di recensioni negative o neutrali, privilegiando una narrazione celebrativa”, ha dichiarato in un’intervista.
Inoltre, secondo l’esperto “già 40 anni fa, o più, la critica, rifugiandosi nel gergo complesso descritto, non comunicava col pubblico, fallendo nel compito di interpretare l’opera. Battaglia La Terra Borgese ha precisato “la sovrapproduzione di testi, blog e social media ha saturato l’informazione”, perché “la critica è invisibile nel rumore di fondo”.
La critica moderna, ha spiegato, deve riaffermarsi, trovare un equilibrio tra rigore disciplinare e libertà creativa, per tornare a essere un elemento essenziale dell’Arte.
In questi anni, ha proseguito, ho sentito con forza il dovere di richiamare l’attenzione intellettualistica sui temi fondamentali che definiscono l’identità della Critica Artistica nel mondo contemporaneo.
Da qui il suo avvertimento: “Occorre riportare il pensiero critico al centro di una riflessione etica, spirituale e civile“.
Ma in che modo? “Non ci resta che risvegliare l’intelletto”. La critica artistica, ha precisato, “è una disciplina antica quanto l’uomo stesso”. “Bisogna ricondurre la critica artistica ai suoi primordi”, dice, “da lì, comprendere che l’artista è il primo critico di se stesso, e riprendere la via maestra, rifondando la storia della critica artistica”, ha osservato.
Cos’ha detto Battaglia La Terra Borgese sui primordi della critica artistica
Per spiegare quanto sia pervicace e pigra la storia della critica artistica attuale, Paolo Battaglia La Terra Borgese favorisce il pensiero critico al centro di una riflessione etica, la tesi è che la critica artistica non è una disciplina moderna, ma affonda le sue radici a circa 70.000 anni fa, in coincidenza con la nascita dell’Arte stessa.
Questa visione, secondo lui, permette alla critica artistica di storicizzare la propria nascita nel momento esatto in cui l’essere umano ha iniziato a operare delle scelte estetiche, distinguendo un segno da un altro e attribuendo un valore o un significato a una forma.
Battaglia La Terra Borgese spiega perché e percome
Di conseguenza, l’atto critico – inteso come giudizio, selezione e interpretazione – è intrinseco all’attività creativa dell’uomo sin dal Paleolitico, ha sentenziato Battaglia La Terra Borgese. Tra i punti chiave di quest’analisi, la prospettiva del critico d’arte determina la Contemporaneità tra Arte e Critica, spiegando che “non esiste Arte senza un giudizio critico a monte: l’artista è il primo critico di se stesso nel momento in cui sceglie cosa rappresentare e come”.
E così, mentre la critica d’arte professionale e scientifica risale al XVIII secolo, Battaglia La Terra Borgese, ancestralmente, ne sposta l’origine fenomenologica a 70 millenni fa, legandola all’evoluzione della coscienza umana. La sua è indagine critica come fiducia: il critico definisce l’agire artistico come una volontà di produrre fiducia attraverso un’indagine che è, per natura, estetica, e realistica anche quando le opere mirano sul “possibile”, ossia ciò che può essere per orientare l’agire, e, pure, quando opere moralistiche si pongono d’ispirazione all’etica e alla politica.
Paolo Battaglia La Terra Borgese verifica che la critica artistica è una vera e propria scienza
Battaglia La Terra Borgese vuole una critica artistica libera dalle fumisterie: “Se un’opera non è fondata su basi scientifiche e conoscitive, non può essere considerata Arte”. E deduce: “La critica artistica è dunque la Scienza dell’Arte, essenziale per educare al gusto e godere dell’opera, superando le vecchie definizioni; col compito di servire”.
Il Critico d’Arte – ribadisce – “ha il compito di servire quale introduzione alle Arti figurative in maniera da riuscire particolarmente suggestivo per quegli spettatori che non abbiano una specifica ed approfondita conoscenza della storia dell’Arte”. E ancora: “Il valore sociale del Critico d’Arte è perciò quello di insegnare a guardare per vedere: il Critico deve chiarire al fruitore che l’aspetto fondamentale dell’opera d’Arte figurativa è quello della comunicazione visiva col tutto il riguardante”. “Egli deve insegnare come potere giudicare della validità o meno d’un dipinto o d’una scultura e come valutarne la qualità estetica”.
Proceduralmente: – ha detto Battaglia La Terra Borgese – “il Critico insegna a dapprima fissare quelle che debbono essere le caratteristiche positive che rendono tale l’opera d’Arte, come il contenuto spirituale, la tecnica, l’intendo dell’artista, le sue sensazioni ed emozioni”. “E proietta poi, dichiara Battaglia, in prospettiva accademica, al suo pubblico, i concetti del saper fare (technè) e la poetica (estetica) rilevabili dall’opera in esame”. “In sintesi trasmette la critica non solo come parere soggettivo, ma anche come disciplina scientifica che interpreta la vitalità dell’arte”.
La figura professionale di Paolo Battaglia La Terra Borgese si distingue per un approccio multidisciplinare che lega l’analisi estetica alla storia e alla filosofia. Ha curato in tal senso numerosi approfondimenti su figure iconiche dell’arte mondiale, tra cui Henri Matisse, Fernando Botero e René Magritte.
Tra le sue pubblicazioni si annovera il libro Esseri, disponibile presso i principali circuiti librari come Mondadori Store e IBS. In dichiarazioni filosofiche recenti (febbraio 2026), si è rivelato come “antinatalista convinto”, descrivendo questa posizione come la sua “reale natura”.
È molto attivo in Italia, dove partecipa a eventi culturali di rilievo, come mostre sulla pittura o conferenze riguardanti il mito e la figura della donna nell’arte. Sostiene che se realizzato in dotta ignoranza mai un dipinto è da considerarsi un manufatto bracciantile, fosse anche una crosta: è Arte.



