Il rafforzamento della valuta locale, il lek, indotto dall’espansione turistica ed edilizia, ha determinato sul mercato interno albanese la netta svalutazione dell’Euro e del dollaro statunitense, con il rischio di ripercussioni sulle capacità del sistema Paese di collocare in maniera competitiva le proprie merci sui mercati esteri

(Fonte: Scan TV) L’associazione di categoria “Pro/eksport Albania”, con il sostegno bipartisan di gruppi parlamentari, ha ottenuto la convocazione di una specifica audizione presso la Commissione Economia del Parlamento nazionale, su iniziativa della Presidente onorevole Milva Ekonomi del Partito Socialista. Pro/eksport ha dichiarato favorevolmente che si è trattato di “una delle poche occasioni in cui la maggioranza governativa e l’opposizione parlamentare si sono dimostrate coese per aiutare i settori più direttamente interessati dalle esportazioni. Abbiamo messo a punto una serie articolata di proposte che abbiamo racchiuso e sintetizzato in una lettera contenente sia le richieste più urgenti sia le proposte a più lungo termine”.

Gli imprenditori esportatori, nello specifico, tra le misure di emergenza, volte al salvataggio delle capacità esportative, individuano: un meccanismo di compensazione del tasso di cambio; una revisione degli scaglioni d’imposta in relazione al salario minimo per evitare l’effetto del “salto fiscale”; e la compensazione dei contributi previdenziali per un periodo transitorio.
Sul medio e lungo termine, per incoraggiare la ristrutturazione dei settori maggiormente orientati alle esportazioni, gli autori della lettera auspicano un potenziamento delle competenze di AIDA, l’agenzia per la promozione degli investimenti esteri diretti, per un maggiore sostegno alla tecnologia e all’innovazione; un pacchetto di iniziative per ridurre i costi di approvvigionamento dei fattori produttivi e delle materie prime; l’aumento delle percentuali di deduzione degli ammortamenti fiscali di macchinari e attrezzature per incentivare gli investimenti; l’ampliamento della garanzia statale sovrana per il finanziamento della liquidità aziendale; infine, un rinnovamento del “welfare state” per la gestione dei costi sociali e per il mantenimento dell’occupazione nelle fasi di recessione macro economica e di rallentamento produttivo.



