Allevamento in gabbia, oggi l’udienza alla Corte dell’UE

0
15
cane

Allevamento in gabbia, oggi l’udienza alla Corte dell’UE sul ricorso contro la Commissione europea, presenti in aula il Comitato dei cittadini e le associazioni ammesse a intervenire

Gli attivisti si radunano fuori dalla Corte, per chiedere maggiore tutela degli animali e rispetto della democrazia

Questa mattina, 5 marzo, in occasione dell’udienza sul ricorso contro la Commissione europea per la mancata proposta legislativa per vietare l’uso delle gabbie, adiacente alla Corte di Giustizia dell’UE è diventato il punto di ritrovo di attivisti per la protezione degli animali da tutta Europa.

Le associazioni si sono riunite per lanciare un messaggio forte e chiaro: è ora che l’esecutivo europeo mantenga la promessa – finora disattesa – di presentare una proposta di legge per vietare l’uso di gabbie negli allevamenti. 

Lo storico ricorso ha origine dall’Iniziativa dei cittadini europei End the Cage Age. Sottoscritta da oltre 1,4 milioni di cittadine e cittadini e sostenuta da una coalizione di 170 associazioni coordinata da Compassion in World Farming (CIWF), l’Iniziativa è stata un vero successo. In risposta ad essa, nel 2021 la Commissione europea si è impegnata a presentare entro il 2023 una proposta legislativa per vietare l’uso delle gabbie. Un impegno che l’esecutivo europeo ha finora disatteso.

Nel corso della lunga udienza odierna, gli avvocati che rappresentano il Comitato dei cittadini promotori dell’Iniziativa, sostenuto da CIWF, e le tre associazioni ammesse in qualità di ‘interveners’ – Eurogroup for Animals, Animal Equality e LAV – hanno presentato in aula prove a sostegno della causa dei 300 milioni di animali ancora allevati in gabbia ogni anno nell’UE. 

Insieme hanno ribadito che la Commissione è tenuta, in virtù dell’impegno legalmente vincolante assunto nel 2021, a definire e presentare una tempistica chiara delle proposte di legge per vietare l’utilizzo delle gabbie in tutti gli allevamenti. Hanno infine chiesto accesso al dossier della Commissione sull’Iniziativa End the Cage Age.

La Camera di cinque giudici ha rivolto domande ai ricorrenti e agli interveners, toccato la questione dell’interpretazione legale dell’Iniziativa dei cittadini europei, e incalzato i rappresentanti della Commissione europea, chiedendo cosa ha impedito all’esecutivo di presentare una tempistica.

Le associazioni di protezione animale hanno difeso la causa in modo chiaro e convincente, e ora attendono con fiducia la risposta dei giudici. 

Presentato dal Comitato dei cittadini promotore di End the Cage Age nel marzo 2024 e guidato da CIWF, il ricorso è il primo nella storia dell’UE in cui la Commissione europea è chiamata a rispondere della propria inazione in merito a un’Iniziativa dei cittadini europei.

Dopo l’udienza, la portavoce del Comitato dei cittadini promotori dell’Iniziativa e direttrice di CIWF Italia, Annamaria Pisapia, ha dichiarato: “La sentenza su questo ricorso non è fondamentale solo per la protezione degli animali allevati – e in particolare per i 300 milioni di animali che ancora soffrono in gabbia in Europa ogni anno –  ma anche per la democrazia. È la prima volta che la Commissione viene chiamata a rispondere per non aver dato seguito a un impegno assunto in risposta a un’Iniziativa dei cittadini europei.

“L’udienza di oggi ci dimostra che la Corte ha preso la questione con estrema serietà. Il ricorso è stato affidato a una Camera composta da un numero più elevato di giudici, che si sono dimostrati coinvolti e hanno rivolto ai nostri avvocati domande molto pertinenti,” aggiunge Pisapia.

“Speriamo che la Corte riconosca che la Commissione ha il dovere di pubblicare una nuova tempistica chiara e trasparente per la presentazione delle proposte,” commenta la coalizione italiana End the Cage Age. “Per il bene degli animali che da troppo tempo ormai aspettano risposte, ma anche della fiducia dei cittadini nella democrazia partecipata.” 

Fuori dalla Corte, Animal Equality, Animal Law Italia, CIWF Italia, LNDC Animal Protection e LAV erano tra le associazioni presenti alla manifestazione organizzata per portare la voce degli animali e dei cittadini che sostengono il divieto dell’allevamento in gabbia, e per chiedere all’esecutivo europeo di agire con ambizione e tempestività.

La consultazione pubblica dell’UE dello scorso autunno ha dimostrato – ancora una volta – che i cittadini europei vogliono la fine dell’era delle gabbie per tutte le specie. La quasi totalità delle oltre 190.000 persone partecipanti ha dichiarato che è “importante” o “molto importante” eliminare gradualmente le gabbie per tutte le specie*. Non solo, anche numerose aziende hanno dimostrato di considerare le gabbie parte del passato, con il 54% e il 46% che si sono dichiarate d’accordo ad eliminarle rispettivamente per galline e scrofe.

“La crudeltà delle gabbie è un fatto riconosciuto scientificamente dalla ricerca e dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare stessa. Anche per questo esse devono essere relegate all’unico posto che spetta loro: i libri di storia,” concludono le associazioni italiane presenti a Lussemburgo. “La nostra campagna non si fermerà fin quando ogni gabbia non sarà vuota.”

Animal Equality Italia