Crisi in Medio Oriente, Sánchez invoca de-escalation e ritorno alla diplomazia

0
14

Ricevo e pubblico dall’ Ambasciatrice Spagnola Daisy Scaramella

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, intervenendo davanti ai giornalisti in merito ai raid che hanno colpito l’Iran, ha definito la crisi in Medio Oriente “profondamente preoccupante”, sottolineando come essa rappresenti ancora una volta una violazione del diritto internazionale.

Sánchez ha affermato che l’azione militare condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran costituisce una violazione del diritto internazionale, pur ribadendo il suo giudizio severo sul regime dell’Ayatollah Ali Khamenei, ucciso nell’attacco di sabato, descritto come “totalitario e crudele”.

Dal canto suo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che la morte di Khamenei, da lui definito “uno degli individui più malvagi della storia”, rappresenta una grande occasione per il popolo iraniano di rovesciare l’attuale regime.

Nelle prime ore di sabato, raid aerei hanno colpito Teheran e numerose altre città iraniane, dopo il fallimento dei negoziati sul programma nucleare di Teheran. La risposta iraniana non si è fatta attendere: attacchi missilistici hanno interessato diversi Paesi della regione, tra cui Qatar, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Kuwait e Israele.

Dopo l’annuncio della televisione di Stato iraniana sul “martirio” di Khamenei, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha promesso quella che ha definito “la più devastante operazione offensiva nella storia della Repubblica Islamica”, minacciando obiettivi militari statunitensi e i cosiddetti “territori occupati”.

Nelle ore successive, esplosioni sono state segnalate nei cieli di Dubai, Doha, Bahrein e Iraq, mentre sirene d’allarme risuonavano in diverse aree di Israele.

Sánchez ha quindi invocato una immediata de-escalation e il pieno rispetto del diritto internazionale, avvertendo che un ulteriore aggravarsi del conflitto non farebbe che aumentare le sofferenze della popolazione iraniana, già sottoposta – ha ricordato – alla repressione di un regime “completamente autoritario e spietato, in particolare nei confronti delle donne”.

“Condanniamo senza ambiguità quel regime – ha dichiarato il premier spagnolo – ma dobbiamo allo stesso tempo denunciare questa violazione del diritto internazionale, che non porterà alcun risultato positivo né alla regione, né ai suoi popoli, né alla comunità internazionale”.

Il capo del governo spagnolo ha ribadito che la Spagna continua a sostenere diplomazia, pace e legalità internazionale in tutti i principali scenari di crisi, dalla Striscia di Gaza all’Ucraina, dal Venezuela fino all’Iran, promuovendo soluzioni negoziate ai conflitti globali.

“La politica deve servire a risolvere i problemi, non a crearli; a costruire soluzioni, non a imporre la legge del più forte”, ha aggiunto.

Infine, Sánchez ha ricordato la scadenza, avvenuta a febbraio, legata al Trattato di non proliferazione nucleare, sottolineando la necessità che le grandi potenze nucleari raggiungano un nuovo accordo, riaprano il dialogo e si impegnino concretamente per ridurre le tensioni internazionali, evitando ogni ulteriore espansione degli arsenali.

cav. Giuseppe PRETE