Tra il 2012 e il 2025 in Italia sono scomparsi 156mila negozi e punti vendita ambulanti, oltre un quarto del totale, con un’accelerazione della desertificazione commerciale: nel 2025 il tasso annuo di chiusura è del 3,1%, rispetto al 2,2% degli anni precedenti
Crescono solo le imprese legate a ristorazione e alloggi (+19mila), mentre aumenta il numero di locali sfitti, soprattutto nei comuni del Nord, come Belluno e Vercelli, con perdite superiori al 33%. Al Sud il calo è più contenuto.
Secondo l’analisi “Città e demografia d’impresa” di Confcommercio, il cambiamento dei modelli di consumo e la crescita dell’online (da 31,4 a 62,3 miliardi di euro tra 2019 e 2025) contribuiscono a ridurre i negozi fisici, innescando un circolo vizioso che impoverisce l’offerta commerciale urbana.
Le imprese straniere compensano in parte la contrazione, con +134mila attività e +194mila occupati, mentre le aziende italiane aumentano di dimensioni medie e si strutturano sempre più in società di capitale.
Crescono inoltre le attività turistiche, in particolare gli affitti brevi (+184%) e la ristorazione (+35%), a scapito dei negozi tradizionali come edicole (-51,9%) e abbigliamento (-36,9%).
Per contrastare il fenomeno, Confcommercio propone il progetto Cities, con interventi mirati su: regolamentazione dell’offerta commerciale, riuso dei locali sfitti, integrazione tra sviluppo economico e urbanistica, osservatori permanenti sul tessuto urbano e strumenti di governance locale. L’obiettivo è tutelare i servizi di prossimità, migliorare la sicurezza e preservare la vitalità dei centri cittadini.
Fonte: Confcommercio



