La prima recitava: “No a la guerra”, grondante sangue, con chiarissimo riferimento all’aggressione illegale dell’Iran.
La seconda è una spilla di Handala dedicata al popolo palestinese e, più ancora in particolare, ai rifugiati costretti a lasciare la propria terra per il genocidio in atto a Gaza. Poi, dal palco, lo ha voluto anche dire, nel caso a qualcuno non fosse chiaro: “Palestina libera”.
Si parla tanto di statuette, di numeri, di nomination, di vincitori e vinti, ma qui il vero vincitore, se ce n’è uno, è sempre, ancora una volta, quest’UOMO.
Non è la prima volta che prende posizione.
Non sarà l’ultima.



