Dal 9 aprile al 2 giugno 2026 Torino ospita la terza edizione di EXPOSED Torino Photo Festival

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Dal 9 aprile al 2 giugno 2026 il capoluogo piemontese ospita la terza edizione di EXPOSED Torino Photo Festival. Il tema scelto per il 2026 è Mettersi a nudo: un invito a guardare dentro di sé e oltre le apparenze, interrogando la relazione tra identità e rappresentazione, corpo e immagine, visibile e invisibile.

Questo sguardo attraversa l’intero programma del Festival — mostre temporanee, incontri, eventi e iniziative diffuse — che coinvolge artisti e istituzioni nazionali e internazionali, animando sia alcune delle principali sedi culturali torinesi sia diversi spazi che si trovano nell’intero perimetro della città. Mettersi a nudo diventa così non solo svelamento fisico, ma gesto simbolico di autenticità: liberarsi dalle sovrastrutture, mostrarsi per ciò che si è, osservare sé stessi e gli altri senza filtri. Una tensione che la fotografia, più di ogni altro linguaggio, sa rendere concreta nella verità di un volto, di un paesaggio, di un corpo, e nella pluralità degli sguardi che li attraversano.

Promossa dalla Cabina di Regia della quale fanno parte Città di TorinoRegione PiemonteCamera di commercio di Torino, Fondazione Compagnia di San PaoloFondazione CRT in sinergia con Fondazione Arte CRT Intesa Sanpaolo, e coordinata da Fondazione per la Cultura Torino, la terza edizione di EXPOSED, curata e realizzata da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, intende evidenziare e rafforzare la vocazione di Torino come città della fotografia.

Giunto alla sua terza edizione, il Festival segna un passaggio di fase e definisce con maggiore chiarezza la propria identità, con la direzione artistica di Walter Guadagnini, tra le voci più autorevoli della fotografia contemporanea italiana e internazionale. Non soltanto una piattaforma espositiva, ma un dispositivo curatoriale strutturato, capace di orientare contenuti, linguaggi e relazioni, con un progetto per Torino che unisce qualità curatoriale e partecipazione diffusain un dialogo costante tra luoghi, autori e pubblico.

Walter Guadagnini dichiara: “Un festival per la città, un festival con la città: questo vuole essere la terza edizione di EXPOSED, la grande kermesse che arricchisce Torino di un nuovo appuntamento fotografico. Per la città, per offrire la possibilità ai torinesi e a chi si trova in Piemonte di vedere mostre sorprendenti, che vanno dallo storico al contemporaneo, dall’Italia al resto del mondo, per confermare Torino come il centro della fotografia nel nostro paese.

Con la città, perché il festival si manifesterà non solo nei musei e negli spazi espositivi, ma anche nelle strade, sotto i portici, in una cancellata, in un’edicola e persino in un parcheggio.

Tanti luoghi, tantissime immagini, tante storie di ieri e di oggi, attraverso gli sguardi di autori e autrici celebri e sconosciuti, di giovani emergenti e di maestri storicizzati, una festa dove la fotografia mette a nudo le sue diverse anime, raccontando e inventando il mondo.»

Il programma della terza edizione di EXPOSED propone 18 mostre temporanee indoor e outdoorincontri, proiezioni altri eventi, realizzati grazie al coinvolgimento delle principali istituzioni torinesi, delle realtà indipendenti e dei protagonisti della scena artistica cittadina.

MOSTRE INDOOR 

Il programma delle mostre indoor si articola in un percorso diffuso che attraversa alcune tra le principali istituzioni culturali della città, in quello che si può definire come un vero e proprio “miglio della fotografia”, all’interno del quale sarà possibile passeggiare incontrando la fotografia nelle sue più differenti forme. Il percorso costruisce una trama espositiva capace di mettere in relazione autori affermati e pratiche contemporanee, sguardi storicizzati e ricerche emergenti.

Un insieme eterogeneo ma coerente, in cui ogni progetto contribuisce a declinare il tema Mettersi a nudo attraverso linguaggi, contesti e prospettive differenti, muovendosi tra dimensione intima e rappresentazione pubblica, tra memoria e costruzione dell’identità. Un percorso che trova la sua dimensione unitaria anche grazie alle soluzioni grafiche e di allestimento pensate – sia per gli interni che per gli esterni – dallo studio BRH+ di Torino, che ha lavorato in stretta sinergia con la direzione di EXPOSED, ottenendo un risultato che unisce una grande eleganza formale a un’altrettanta fondamentale capacità di comunicazione, all’insegna dell’essenzialità.

Il “miglio della fotografia” può iniziare idealmente da CAMERA Torino e dalla sua Project Room, dove viene presentata la mostra di Toni Thorimbert. Donne in vistaa cura di Walter Guadagnini. Il progetto, nato da un’idea di Luca Beatrice, si presenta come un omaggio di Thorimbert e Guadagnini all’amico prematuramente scomparso. Una selezione di oltre sessanta fotografie, dedicate alla figura femminile e realizzate dal fotografo italo-svizzero in oltre trent’anni di carriera, ritraggono sia figure note sia donne comuni, spaziando tra ritratti ufficiali, scatti privati e fotografie di moda.

Come suggerisce il titolo, la mostra mette al centro il volto e il corpo femminile, esaltandone la presenza e l’identità. Due immagini simboliche – quella della madre e quella della figlia del fotografo – sintetizzano il senso del progetto: raccontare la propria vita attraverso la ricerca della bellezza.

Nella Cripta di San Michele Arcangelo, Yorgos Lanthimos. Photographs – a cura di Giangavino Pazzola  presenta l’ampia produzione fotografica del regista greco, rivelando un aspetto meno noto del suo lavoro, caratterizzato da uno sguardo perturbante e concettuale che sottolinea la continuità tra fotografia e cinema.

Le opere in mostra nascono dall’atmosfera creativa che ruota attorno a due celebri pellicole recenti, Poor Things (2023) e Kinds of Kindness (2024), e intrecciano immagini provenienti dalle scene dei film con scatti autonomi, esplorando la dimensione dell’isolamento nelle relazioni contemporanee, del corpo e dello spazio come teatro psicologico.

Il Museo Regionale di Scienze Naturali ospita Bernard Plossu. Dopo l’estatea cura di Walter Guadagnini. Le opere esposte sono state realizzate da Plossu tra gli anni Ottanta e gli anni Dieci del Duemila, nelle piccole isole italiane. In oltre trent’anni di viaggi, l’autore trasforma scene ordinarie in visioni intense e sospese nel tempo. Muovendosi tra luoghi come Stromboli e l’Isola d’Elba, Plossu ricerca un dialogo profondo tra uomo e natura. Il suo sguardo, colto e innamorato dell’Italia, unisce letteratura e sensibilità pittorica: ne deriva una fotografia essenziale e poetica, intesa come esperienza di libertà e conoscenza interiore.

Il Circolo del Design accoglie Dean Chalkley. Back in Ibiza e altre storiea cura di Walter Guadagnini. La mostra riunisce tre serie del fotografo inglese, attivo dagli anni Novanta soprattutto in ambito musicale. La prima è dedicata alla scena britannica tra anni Ottanta e Novanta, con ritratti di icone come Amy Winehouse, Oasis e The White Stripes. Never Turn Back è invece un reportage intimo sul viaggio di un gruppo di ragazzi lungo le coste di Norfolk. A completare il percorso, Back in Ibiza, realizzato tra la fine del Novecento e l’inizio del Duemila, racconta dall’interno l’euforia e l’eccesso dell’isola, offrendo una testimonianza diretta e non nostalgica di quell’epoca.

Al Museo Nazionale del Risorgimento ItalianoViva le donne! Il femminismo nelle fotografie di Paola Agostia cura di Giangavino Pazzola, celebra uno dei più importanti sguardi sulla nascita del movimento femminista italiano, con un focus su quello romano degli anni Settanta.

Attraverso una selezione di ottanta immagini vintage realizzate in bianco e nero da Paola Agosti e materiali d’archivio, l’esposizione restituisce la forza e la radicalità di una stagione di partecipazione collettiva che ha trasformato la società italiana. I cortei e gli spazi identitari diventano teatro di lotte pubbliche e intime, mentre i ritratti catturano gesti e creatività delle donne impegnate per diritti fondamentali, offrendo un racconto vivo in dialogo con le nuove generazioni.

Ai limiti estremi del “miglio della fotografia” si trovano infine due luoghi particolari, le cui mostre riassumono idealmente la volontà di EXPOSED di prendere in considerazione e mostrare la fotografia dalle sue origini sino ai giorni nostri, in un viaggio ideale tra il tempo e lo spazio.

Dapprima si giunge alle Gallerie d’Italia – Torino, museo di Intesa Sanpaolo, dove si può visitare, dal 10 aprile al 6 settembre 2026, la mostra Diana Markosian. Replaceda cura di Brandei Estes. Il progetto, presentato in anteprima mondiale proprio in occasione di EXPOSED, è dedicato alla memoria del primo amore e al sentimento della “sostituzione”. Attraverso un film, adattato per la sala immersiva del museo, e una serie di fotografie che combinano rievocazione sceneggiata e autofinzione, l’artista – una delle giovani protagoniste della scena fotografica contemporanea internazionale – ricostruisce una relazione durata oltre un decennio, esplorando la fragilità del mito romantico e il disorientamento che segue alla sua fine.

Infine, all’Archivio di Stato di Torino, sezione Corte, trovano sede due mostre.

Messi a nudo. Auguste Belloc, Wilhelm von Gloeden, Carlo Mollinoa cura di Barbara Bergaglio, esplora l’opera di tre figure chiave della storia della fotografia, analizzando l’evoluzione del nudo da esercizio accademico a indagine introspettiva, spesso ossessiva e perturbante, e mettendo in evidenza il forte contenuto erotico che, pur radicato nelle epoche di produzione, continua a sollecitare la sensibilità contemporanea attraverso il piacere voyeuristico degli autori.

Accanto a questa, Ralph Gibson. Self Exposeda cura di Giangavino Pazzola, presenta una selezione di settanta opere che attraversano oltre cinquant’anni di carriera, rendendo omaggio a uno dei grandi maestri della fotografia del XX secolo. Il percorso mette in luce l’evoluzione di un linguaggio visivo caratterizzato da contrasti netti, inquadrature audaci e una tensione costante tra astrazione e realtà.

Chiude il percorso indoor Metamorphosis, la collettiva che riunisce i lavori di sei giovani artisti internazionali selezionati dalla piattaforma europea FUTURES Photography. Il progetto indaga la metamorfosi come cambiamento individuale, sociale e ambientale, offrendo uno sguardo plurale sulle tensioni del presente. Le opere di Claudia Amatruda (Foggia, 1995), Máté Bartha (Budapest, 1987), Benedetta Casagrande (Milano, 1993), Anna Orlowska (Opole, 1986), Ada Zielinska (Varsavia, 1989) e Yana Wernicke (Berlino, 1990) saranno esposte in spazi no profit della città – Muchomas!, Witty Books, Almanac, Studio Quartz, Cripta747 e Jest – rafforzando una rete diffusa che mette in relazione ricerca artistica e contesti indipendenti.

MOSTRE OUTDOOR 

Le mostre outdoor estendono il Festival nello spazio urbano, trasformando Torino in una piattaforma espositiva diffusa in cui la fotografia entra in dialogo diretto con l’architettura, i flussi quotidiani e le geografie sociali della città. Interventi eterogenei per scala e linguaggio che, nel loro insieme, ridefiniscono il rapporto tra immagine e spazio pubblico, tra visione e attraversamento. Alcune di queste mostre si trovano all’interno del “miglio della fotografia”, fungendo come una sorta di basso continuo visivo tra una sede e l’altra delle mostre indoor, mentre altre si sviluppano in un’area molto più vasta, fungendo da rimandi costanti e spettacolari al festival, anche nei luoghi più inattesi.

Nella Corte di Palazzo Carignano, grazie alla concessione delle Residenze Reali Sabaude – Direzione Regionale Musei Nazionali Piemonteil 2 aprile apre Torino 4×4. Immagini per una nuova eraa cura di François Hébel e Marco Rubiola, un progetto di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia e Fondazione Boscolo: un ritratto innovativo e plurale della città, che intreccia arte, comunicazione e impegno sociale. Attraverso lo sguardo di quattro fotografi – Fabio Bucciarelli, Enrico Gili, Deka Mohamed Osman Marco Rubiola – e il racconto di quattro realtà attive sui temi dell’inclusione e delle fragilità sociali, l’iniziativa ambisce a innescare un cambiamento percettivo e culturale.

Il Portico di Palazzo Carignano, che si affaccia su Piazza Carlo Alberto, ospita due progetti outdoor strettamente collegati tra loro su dieci stendardi bifacciali, due facce della stessa medaglia. Il progetto è realizzato con il sostegno di Residenze Reali Sabaude – Direzione Regionale Musei Nazionali PiemonteL’invenzione di sé. La Contessa di Castiglione, a cura di Alessandro Bollo e Walter Guadagnini, presenta nove ritratti della Contessa – tratti dal celebre “Album Nigra”, conservato nelle collezioni del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano – che evidenziano come Virginia Oldoini abbia trasformato la fotografia in uno spazio di sperimentazione identitaria.

Attraverso pose e travestimenti, la Contessa di Castiglione ha anticipato alla metà dell’Ottocento pratiche contemporanee di autorappresentazione, attraverso immagini che sorprendentemente ridefiniscono il rapporto tra individuo, immagine e pubblico.

Accanto a questo progetto troviamo You Can Have it All (2019 e 2024) di Karla Hiraldo Voleau, co-curata insieme a Walter Guadagnini, con un testo di Camilla Marrese. La mostra nasce dal dialogo tra due momenti distanti cinque anni tra Grecia e Italia: attraverso fotografia, scrittura e azioni rituali, l’artista trasforma l’esperienza del dismorfismo e della frattura personale in un processo di consapevolezza. Il corpo, inizialmente percepito come limite e ossessione, diventa strumento di resistenza e possibilità.

Il progetto si configura così come un percorso di guarigione e autodeterminazione, in cui il corpo è chiamato prima di tutto a essere, e non soltanto a essere guardato.

Sotto i portici di Piazza San CarloPaolo Ventura presenta Acrobati 2020–2025, un lavoro realizzato appositamente per questa occasione, curato dallo stesso artista con Walter Guadagnini, ispirato all’archivio di una coppia di acrobati italiani attivi negli anni Trenta. Le fotografie originali raccontano numeri di equilibrismo e, al tempo stesso, il delicato equilibrio dell’amore.

Le immagini realizzate da Ventura tra pittura e fotografia ritraggono ora gli artisti isolati in una città metafisica e irreale, panorama ormai consueto nella pratica recente dell’artista. L’installazione trasforma i numeri circensi in una metafora del corpo, della memoria e della fragilità dei legami.

I portici nord di Via Po, da Piazza Castello a via Rossini, ospitano 5.000 lire per un sorriso. Fotografie dal concorso dell’azienda cosmetica Gi. Vi. Emme, 1939–1941, esposizione curata da Barbara Bergaglio.

I volti di italiani e soprattutto italiane sorridenti che accompagneranno i passanti in via Po provengono dal Fondo Villani Scarpellini e sono state realizzate in occasione del concorso ideato da Dino Villani e Cesare Zavattini come operazione di marketing, che invitava i partecipanti a inviare un ritratto sorridente. Il successo fu immediato, con premi di lusso e una partecipazione diffusa in tutto il Paese. Dopo l’interruzione dovuta alla guerra, il concorso riprese nel 1946 come La bella d’Italia, assumendo poco dopo il nome definitivo di Miss Italia.

Il Museo Nazionale del Cinema presenta sulla cancellata della Mole Antonelliana FUORICAMPO. Il cinema svelato, con venti immagini di grande formato tratte dalle proprie collezioni. Le fotografie mostrano visioni sorprendenti di uomini in peplo vicini a macchine da presa, di personaggi medievali intenti a leggere quotidiani sportivi, di luci e scenografie, rivelando il dispositivo che costruisce la visione cinematografica. Il percorso restituisce il cinema come esperienza viva del Novecento: dal muto di Cabiria ai colossal come Ben-Hur e Cleopatra, fino agli anni Sessanta e Settanta, quando cambiano tecnologie e linguaggi ma resta l’energia dei set.

Grazie alla collaborazione con la Città Metropolitana di Torino, un’altra cancellata, quella del Giardino storico di Palazzo dal Pozzo della Cisterna ospita una mostra, curata da Barbara Bergaglio, dedicata esplicitamente a Torino e alle sue collezioni.

La mostra, dal titolo La città in fotografia – La fotografia in città, presenta infatti una decina di immagini di grande formato tratte da diverse collezioni pubbliche cittadine, a partire dalla storica “Veduta della Gran Madre di Dio” realizzata l’8 ottobre 1839 da Enrico Jest, uno degli incunaboli della fotografia nel nostro paese, per giungere sino ai giorni nostri, intrecciando storia della fotografia, della città e delle sue collezioni.

Cripta747, in collaborazione con EXPOSED Torino Photo Festival, presenta Mark Leckey, Catabasis al piano -2 del Parcheggio GTT Valdo Fusi, Torino. A cura di Cripta747 e Caterina Avataneo, il progetto è un lavoro fotografico che esplora il sottosuolo come luogo atemporale di espressione, sperimentazione e immaginario collettivo. La commissione consiste in un intervento site-specific di Mark Leckey che collassa le distinzioni tra ordinario e straordinario nello spazio urbano, restando sospeso tra memoria, sottocultura e fantasia.

Ventisei cimase diffuse nella città ospitano I Tuffatori (6×3)a cura di Walter Guadagnini. Si tratta di una mostra collettiva a cielo aperto che si sviluppa su ventisei billboard urbani, dedicata principalmente a giovani autrici e autori, tra i quali Federica Belli, Silvia Camporesi, Sara Lorusso, Claudio Majorana, Zoe Natale Mannella, Fabio Paleari, Camillo Pasquarelli, Leila Erdman Tabukashvili, con la partecipazione straordinaria di Walter Pfeiffer, il celebre fotografo svizzero protagonista della mostra In Good Company alla Pinacoteca Agnelli, aperta dal 30 aprile durante i giorni di EXPOSED. Il titolo rende omaggio a Il tuffatore di Nino Migliori, il grande maestro della fotografia italiana che si avvia al compimento dei suoi cento anni di vita, e ne riprende il valore simbolico: acqua, corpo e immersione diventano il filo conduttore di un percorso che trasforma le arterie urbane in spazi di immaginazione, dove la nudità si configura come esperienza fisica e gesto simbolico di esposizione.

APPUNTAMENTI E INIZIATIVE

Il calendario del Festival include inoltre un palinsesto di appuntamenti e iniziative articolato e dinamico, pensato da EXPOSED per coinvolgere sia il pubblico degli addetti ai lavori sia quello più ampio degli appassionati.

Tra questi ESTERNO NOTTE, il grande evento di proiezioni all’aperto disseminate per le vie e i quartieri di Torino, uno dei momenti pubblici più significativi delle giornate inaugurali del Festival, nato con l’obiettivo di coinvolgere e festeggiare la fotografia insieme alla città e ai suoi abitanti. Nella serata di venerdì 10 aprile, dalle 21.00 alle 24.00, il capoluogo piemontese si metterà a nudo e cambierà pelle: palazzi, muri, finestre, cortili e balconi diventeranno grandi schermi, invitando ad alzare lo sguardo e riscoprire gli spazi quotidiani sotto una nuova luce. TAG, l’associazione che riunisce ben 16 gallerie d’arte contemporanea torinesi, ha già annunciato la sua partecipazione all’evento, contribuendo in maniera fondamentale all’ulteriore ampliamento della platea di quanti partecipano e insieme fruiscono delle iniziative di EXPOSED.

Partner ufficiale di Esterno Notte, LAVAZZA Group.

Nell’ambito della costante ricerca sui linguaggi visivi contemporanei, nasce EXPOSED feat Witty Books Dummy Awardconcorso internazionale promosso da EXPOSED e Witty Books per la pubblicazione di un progetto fotografico inedito in forma di libro. Rivolto ad autori e collettivi con un corpo di lavoro già sviluppato e tradotto in un progetto editoriale compiuto ma non ancora edito, il premio offre la possibilità di entrare nel catalogo della casa editrice.

Le candidature, aperte dal 5 marzo al 19 aprile, saranno valutate da una giuria di esperti formata da Tommaso Parrillo (Witty Books), Giulia Ninotta (CAMERA) e l’artista Karla Hiraldo Voleau, che selezionerà venti finalisti, protagonisti di una mostra a Cripta747 il 23 e 24 maggiodove sarà annunciato il progetto vincitore. Il libro sarà sviluppato nel corso del 2026 in collaborazione con l’editore e stampato da L’artistica Savigliano. Il volume sarà presentato ufficialmente durante l’edizione 2027 del festival.

Durante la settimana inaugurale di EXPOSED, inoltre, sarà annunciato l’artista vincitore della seconda edizione del Garesio Wine Prize for Documentary Photography. Il riconoscimento celebra una ricerca capace di interpretare con sguardo consapevole e originale i temi del paesaggio, dell’ambiente e dell’ecologia, attraverso una residenza nelle Langhe e una produzione inedita.

L’evento, ideato ad hoc per il festival, offrirà un approfondimento dedicato al lavoro dell’autore selezionato da Giovanna Garesio, founder di Garesio Vini e Resort, Walter Guadagnini, direttore artistico di EXPOSED Torino Photo Festival e François Hébel, direttore artistico di CAMERA Torino.

EXPOSED integra la sua proposta espositiva con un calendario di appuntamenti gratuiti, concepiti come momenti di approfondimento accessibili a tutta la cittadinanza. Durante i giorni di inaugurazione e i fine settimana successivi, gli spazi del festival ospiteranno i protagonisti delle mostre in programma: un’occasione concreta per il pubblico di dialogare con autrici e autori, sia italiani che internazionali, scoprendo il dietro le quinte dei loro progetti.

Oltre ai grandi nomi del settore, il festival riserva uno spazio significativo alla sperimentazione attraverso la sezione speciale Lavori in corso. Questa iniziativa è dedicata specificamente ai giovani professionisti della fotografia, invitati a presentare le proprie ricerche in un contesto di scambio con esperti e rappresentanti del mondo editoriale e curatoriale.

In occasione di EXPOSED, dal 23 al 24 maggio la FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche partecipa al Festival con la 23ª edizione di Portfolio Italia, unico circuito italiano di letture portfolio.

Nella logica di un coinvolgimento dell’intera città nei programmi di EXPOSED, si segnala anche la presenza della settima edizione della fiera di fotografia “The Phair”, che si terrà dal 22 al 24 maggio alle OGR Torino. Anche in questo caso numerose sono le iniziative che certificano la collaborazione tra EXPOSED e la scena cittadina, tra cui la già citata esposizione della mostra da Cripta 747 dei progetti del Dummy Award e altri eventi in corso di preparazione.  Una sinergia che senza dubbio contribuirà a confermare la dimensione di Torino come città della fotografia sia in Italia che all’estero.

INFORMAZIONI PRATICHE

Le mostre di Toni Thorimbert, Bernard Plossu, Dean Chalkley, Yorgos Lanthimos, Auguste Belloc, Wilhelm von Gloeden, Carlo Mollino, Ralph Gibson, Paola Agosti e Metamorphosis e tutte le mostre outdoor saranno accessibili gratuitamente tramite il PASS EXPOSED, valido dal 9 aprile al 2 giugno. Per ottenerlo sarà sufficiente cliccare sull’area dedicata al download del pass dal sito del festival o dal sito turismotorino.org e procedere alla registrazione. Il pass è digitale, pertanto il Qr code sarà inviato via email. Il pass consente inoltre l’ingresso a 5 Euro per le mostre di Diana Markosian e di Nick Brandt a Gallerie d’Italia – Torino, il biglietto ridotto alla mostra di Edward Weston a CAMERA e a numerose altre iniziative culturali in città.

La terza edizione di EXPOSED Torino Photo Festival è realizzata in collaborazione con Turismo Torino e Provincia Associazione Abbonamento Musei, con il sostegno di Jacobacci Avvocati e Garesio. Si ringraziano per la disponibilità a collaborare alla realizzazione del progetto i partner tecnici Cilvea Vetri per l’arteCRM Sistemi di stoccaggioUltraspazio e il partner sostenibilità Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta.

Partner ufficiale del festival LAVAZZA Group.

Con un programma che attraversa luoghi, linguaggi e pubblici, EXPOSED rilancia il proprio ruolo come piattaforma di riferimento per la fotografia contemporanea, capace di attivare la città e di restituirne una nuova immagine condivisa.