Iva sui carburanti dimezzata al 10% e imposte speciali eliminate

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Sono solo due delle misure che fanno parte del pacchetto da cinque miliardi di euro proposto dal governo Sánchez, in Spagna, contro il caro vita dovuto alla guerra in Medio Oriente. Obiettivo? Che l’escalation militare non degeneri in escalation di crisi economica e impoverimento dei cittadini.

Lo annuncia il premier spagnolo al termine del Consiglio dei ministri straordinario per mitigare le conseguenze economiche del conflitto in Iran.
“Tre settimane fa Stati Uniti, Israele e Iran hanno cominciato una guerra dichiaratamente illegale, che in soli 20 giorni ha provocato migliaia di morti innocenti e 4 milioni di sfollati. Nessuno sa come evolverà questo conflitto, se durerà mesi o anni”, “neanche i tre Paesi che si scambiano bombardamenti lo sanno”, spiega Sanchez. Un’occasione per ribadire il netto “no” alla guerra della Spagna.

Misure straordinarie che devono ancora passare al vaglio del Parlamento. Eppure quella del governo, spiega Sànchez, non è una vera e propria corsa ai ripari. Il primo ministro ribadisce infatti che la Spagna “è meglio preparata” per affrontare “lo shock energetico” provocato dalla guerra, grazie alla sua “scommessa su un modello energetico molto diverso da quello del 2018”, basato su energie rinnovabili e transizione pulita.

Dati alla mano: “Da inizio del 2026, l’evoluzione del prezzo del gas ha marcato l’evoluzione del prezzo dell’elettricità in Spagna solo un 15%, mentre in Italia lo ha fatto per il 90% e in Germania per il 40%. Significa che la crisi che verrà ci colpirà, ma che, se altri possono resistere, noi possiamo resistere anche meglio