L’estensione, l’intensità e la durata di questa guerra in Medio Oriente hanno già superato quelle dello scorso anno. Una regione già segnata da instabilità come il Medio Oriente ha bisogno, ora più che mai, di pace e tranquillità.
Per questo, tutte le parti coinvolte devono cessare immediatamente le azioni militari, per evitare un’ulteriore escalation e scongiurare una degenerazione irreversibile della situazione”, così ha dichiarato l’ambasciatore Zhai Jun, inviato speciale del governo cinese per le questioni mediorientali, durante un briefing tenuto a Beijing nel pomeriggio del 23 marzo, per illustrare gli ultimi sviluppi in Medio Oriente.
Zhai Jun ha affermato che il contesto di escalation e le posizioni dei Paesi coinvolti gli hanno lasciato un’impressione profonda. I Paesi dell’area, ha spiegato, sono fortemente preoccupati per le conseguenze del conflitto e hanno ribadito la necessità di garantire la sicurezza dei civili.
Tutte le parti, ha proseguito, condannano il blocco dello Stretto di Hormuz, riconoscono nell’Iran un vicino con cui è necessario convivere e apprezzano la dichiarazione iraniana che invoca la risoluzione delle controversie attraverso dialogo e negoziato.
“Il conflitto è ormai giunto alla terza settimana, con un bilancio di oltre 21.000 vittime”, ha aggiunto l’ambasciatore Zhai Jun, sottolineando che il popolo cinese crede fermamente nel valore della pace.
In qualità di grande Paese responsabile, la Cina manterrà un dialogo costante con tutte le parti coinvolte, impegnandosi senza sosta per ridurre le tensioni e promuovere pace e stabilità nella regione.
Il diplomatico cinese ha affermato che evitare un allargamento del conflitto è oggi una priorità assoluta. La guerra, ha spiegato, minaccia gravemente la stabilità e la sicurezza del Medio Oriente, con ricadute gravi sull’economia globale, sul settore energetico e sulla sicurezza delle rotte marittime. La Cina, ha concluso, condanna con fermezza ogni attacco indiscriminato contro civili e obiettivi non militari.



