C’è da essere grati a che si mobilita e agisce per favorire la partecipazione, valorizzare la gentilezza e valori positivi,dare spazio al sano dibattito di idee anche diverse ma nell’ambito del rispetto e dell’interesse comune. Sono stata super contenta della grande mobilitazione globale dei FFFe non mi preoccupa più di tanto il fatto che i numeri sulle strade diminuiscano se aumenta la coscienza della politica, dei media e del mondo economico e finanziario dell’urgenza di agire contro i cambiamenti climatici. Ora il tempo della piazza deve essere combinato con la capacità di avere le maggioranze per fare concretamente scelte di investimento, leggi, comportamenti che avranno rapidamente un impatto “rivoluzionario”.
Sono per la stessa ragione strafelice della mobilitazione delle “sardine” e ho accettato l’invito al gruppo “sardine di Bruxelles”. Vedremo che fare!
La deriva cattiva, inefficace e maleducata dei vari nazionalisti ed estremisti di destra è un pericolo anche qui; ma in Italia aveva davvero bisogno di una reazione forte e collettiva, tanto positiva e attenta alle regole quanto loro sono irrispettosi e truci.
Ma c’è un punto che proprio non capisco.
Perché diavolo a queste manifestazioni non si può andare con le insegne di partito? Perché? Forse la politica non è necessaria? Forse non si deve potete scegliere fra quelli che ci sono e quelli che no? Perché ci dobbiamo vergognare io di essere verde, quell’altro di essere rosso o giallo? Come si fa a non vedere che questo riflesso pavloviano di mettere tutti sullo stesso piano e di annullarsi come se fare politica, la buona politica fosse una vergogna in realtà non fa che avvantaggiare quelli che si con orgoglio si mettono in campo e che si chiamano Salvini e Meloni? Boh.
Nella mia esperienza il fatto di non volere dire di impedire con la scusa
di una apoliticità impossibile che si dica chiaramente da dove si viene, come si partecipa e con quali contenuti in quella che è a tutti gli effetti una campagna elettorale, alla fine ha avvantaggiato quelli con più mezzi o con più ascendente, perché comunque riescono a farsi sentire o a influenzare stando dietro le quinte.. Come i gruppetti di finta società civile che cercano in qualche occasione di recuperare i FFF o quelli che cercheranno forse di farlo con le “sardine”. Ma allora, invece di nasconderle o rifiutarle mettiamole bene in mostra le nostre insegne. In modo trasparente, sulla base di idee e di persone. Vedremo chi sarà credibile e chi no. Perché il giorno del voto scegliere bisognerà. O pensiamo che Salvini e i suoi riusciremo a batterli solo in piazza? Sono sicura che nessuno dei ragazzi e ragazze che hanno promosso le “sardine” lo pensano.


