Appalti truccati, blitz Gdf al Ministero Difesa, Terna e Rfi nell’inchiesta Sogei

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Sono in corso perquisizioni da parte della Gdf al ministero della Difesa, Rfi, Terna e Polo Strategico Nazionale nell’ambito di una indagine della Procura di Roma, sviluppo di quella su Sogei, in cui si ipotizzano i reati di corruzione, riciclaggio e autoriciclaggio oltre alla turbativa d’asta e al traffico di influenze illecite.

Questa operazione rappresenta uno sviluppo dell’inchiesta partita da Sogei, con al centro presunte irregolarità negli appalti informatici legati a sicurezza e cybersicurezza.

L’indagine, coordinata dal pm Lorenzo Del Giudice, ipotizza gravi reati come corruzione, riciclaggio, autoriciclaggio, turbativa d’asta e traffico di influenze illecite; complessivamente sono 26 gli indagati, tra cui generali della Difesa e dell’Aeronautica, dirigenti di enti pubblici e imprenditori.

Nella recente tranche investigativa, emergono 15 nuovi nomi nel registro degli indagati, ampliando il perimetro delle responsabilità. Tra questi spicca l’ufficiale di Marina Antonio Angelo Masala, già coinvolto nel filone principale che nell’ottobre 2024 condusse all’arresto in flagranza di reato dell’ex direttore generale di Sogei, Paolino Iorio. Iorio fu fermato mentre riceveva una tangente di 15 mila euro cash da un imprenditore; successive perquisizioni domiciliari rivelarono oltre 100 mila euro in contanti, confermando un “radicato sistema corruttivo” con ramificazioni in ministeri chiave come Interno e Difesa.

L’inchiesta su Sogei, società in house del Mef specializzata in informatica pubblica, ha radici in un “articolato sistema corruttivo” emerso da bandi truccati, con perquisizioni su 18 persone fisiche e 14 società già nel 2024, inclusi colossi quotati come Digital Value e Olidata. Iorio ha collaborato con gli inquirenti, patteggiando una pena a tre anni di carcere, e le sue dichiarazioni hanno portato a ulteriori tranche, come quella su Cannarsa (ex ad indagato per tentato peculato). Masala, legato a contatti con figure come Andrea Stroppa (referente italiano di SpaceX), è accusato in concorso per tentativi di influenzare appalti satellitari e cyber. Le indagini proseguono con focus su risparmi potenziali (fino a 2-300 mila euro per appalto) e chat compromettenti.