Regione Piemonte terremotata: Chiorino lascia la Giunta Cirio

0
18

La vicenda dell’ex sottosegretario Delmastro e della società 5 Forchette, in uno con il terremoto referendario, ha investito in pieno la compagine del governatore di forza Italia, alle prese con il disavanzo “monstre” del servizio sanitario pubblico regionale che potrebbe condurre al commissariamento ministeriale

Il Piemonte è la sola Regione, fra quelle amministrate dalle destre nel Nord, dove i “No” sono stati prevalenti, con un apporto decisivo da parte della provincia di Torino dove i tagli imposti dal governo Meloni e dalla Giunta Cirio/Chiorino sono stati socialmente più impattanti sui capitoli della sanità e della socio assistenza.

Tronzano, assessore al bilancio, e il governatore Cirio: in Piemonte il rincaro Irpef è dovuto al gruppo di Forza Italia 

Il nostro giornale si caratterizza da sempre per il proprio livello di garantismo che mai derogherà a semplicistici colpevolismi. Né lo farà adesso che la Giunta Cirio è sotto attacco dopo la vicenda dell’ex sottosegretario Delmastro delle Vedove, Viceministro della giustizia artefice del fallimentare referendum sulla controriforma del CSM. Noi non abbiamo mai speculato sulla vicenda della srl Cinque Forchette, in una fase in cui la stampa giustizialista è stata prevalente su contenuti non di merito.

Vogliamo però agire sul merito delle questioni, e qui il bilancio è assai deludente. Non è casuale che il Piemonte abbia registrato una vittoria dei No al referendum del governo Meloni, a conferma della circostanza che in tale tipo di consultazione l’opinione pubblica abbia voluto riversare una quota significativa del risentimento verso le più generali politiche di palazzo Chigi.

Alberto Cirio e Roberto Cota: entrambi di forza Italia, da loro sono partiti i primi rincari fiscali e tariffari

La Giunta Cirio bis ha deliberato, alla vigilia di ferragosto dello scorso anno, un aumento lineare al rialzo dell’aliquota Irpef addizionale regionale per il prossimo biennio, giustificando tale manovra con il taglio deliberato dal Ministro leghista Giancarlo Giorgetti, firmatario del nuovo fiscal compact, e non compensato dai fondi perequativi. Più di recente, e in continuità con le politiche recessive della Giunta Cota (ex Lega, ora Forza Italia), l’amministrazione del Piemonte ha autorizzato l’ulteriore rincaro dei ticket del trasporto ferroviario regionale e dei bus di linea a danno dei pendolari lavoratori e studenti. La conferma di come, rispetto al governo Monti – ministro dei trasporti Corrado Passera – non sia cambiato assolutamente nulla con l’ascesa di Matteo Salvini al medesimo dicastero.

Non siamo in grado di stabilire, oggi, se il Piemonte verrà commissariato e se il Consiglio regionale verrà sciolto anticipatamente. Secondo il mio umilissimo parere, questa sarebbe la soluzione migliore, non fosse altro per il fatto che è venuto definitivamente meno il rapporto fiduciario fra Cirio e la maggioranza degli elettori piemontesi, inclusa una frazione del centrodestra che – giustamente – si è associata al No.

Il Piemonte è stato colpito da una deindustrializzazione irreversibile, per effetto della quale il gettito Irap e Ires è destinato a franare con una conseguente venuta meno di fondi da dedicare alla sanità. Pertanto Cirio, anziché richiedere – come avrebbe dovuto – i fondi perequativi al lombardo Giancarlo Giorgetti – ha preferito colpire in maniera lineare rialzista i redditi medio bassi delle famiglie subalpine. Contravvenendo ai dettami del partito di Tajani e di Marina Berlusconi a livello nazionale.

AZ