7 APRILE: GIORNATA MONDIALE DELLA SALUTE

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GIORNATA MONDIALE DELLA SALUTE, GREENPEACE: «ABBASSARE SUBITO I LIMITI SUI NITRATI NELLE ACQUE E RIDURRE L’INQUINAMENTO DEGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI PER PROTEGGERE LA SALUTE PUBBLICA»

ROMA – In occasione della Giornata mondiale della salute, Greenpeace richiama l’attenzione sui rischi dell’inquinamento da nitrati per la qualità dell’acqua potabile in Italia e in Europa: una contaminazione legata soprattutto agli allevamenti intensivi e all’utilizzo di fertilizzanti, da cui il nostro Paese non è affatto immune.

Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, infatti, fertilizzanti minerali e reflui zootecnici derivanti dagli allevamenti intensivi sono la fonte di circa l’80% dell’azoto presente nelle acque in Europa, dal quale originano i nitrati, dannosi per la salute umana. L’Unione Europea fissa il limite di sicurezza a 50 mg di nitrati per litro nelle acque potabili, introdotto nel 1998 per prevenire patologie gravi nei neonati, ma ricerche più recenti indicano che già a concentrazioni molto più basse possono aumentare il rischio di malattie croniche, come il tumore del colon-retto.

Secondo Eurostat, nel 2023 in Italia il valore medio dei nitrati nelle acque sotterranee era di 18,88 mg/L, ma circa l’11,7% delle stazioni di monitoraggio superava il limite di sicurezza di 50 mg/l, e un ulteriore 4,9% si trovava nella soglia di attenzione (Dati Ispra). Se invece si considerano i limiti più sicuri suggeriti dagli studi recenti, oltre la metà  delle stazioni di monitoraggio italiane mostrerebbe valori a rischio.

Un campanello d’allarme da non ignorare, considerato che queste riserve sotterranee forniscono la maggior parte dell’acqua potabile nel nostro Paese.

Proprio per la violazione della direttiva nitrati, che riguarda sia le acque sotterranee che quelle di superficie, l’Italia è sottoposta a procedura d’infrazione dal 2018, con la Pianura Padana tra le aree di maggiore criticità.

«In questa Giornata mondiale della salute, ricordiamo che la tutela dell’acqua è direttamente legata al benessere collettivo», dichiara Simona Savini della campagna Agricoltura di Greenpeace Italia. «Investire oggi in pratiche sostenibili e nella prevenzione significa proteggere la nostra salute e preservare le risorse idriche per le generazioni future. Se la nostra proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi”, depositata in Parlamento oltre due anni fa, venisse finalmente approvata, sarebbe un passo importante in questa direzione, perché ridurrebbe l’inquinamento del sistema zootecnico e favorirebbe un sistema agroalimentare più sano, per le persone e per l’ambiente. È inoltre necessario adeguare i limiti dei nitrati nelle acque potabili agli studi scientifici più recenti che ne evidenziano la pericolosità già in concentrazioni molto basse».

Uno studio del 2018, che ha monitorato 2,7 milioni di persone per 30 anni, ha rilevato che il rischio di cancro al colon-retto aumenta già a 3,87 mg/L, meno di un decimo del limite legale, e che le persone più esposte ai nitrati avevano il 16% in più di probabilità di sviluppare la malattia.

Un altro studio del 2024 condotto in Danimarca ha confermato l’associazione tra nitrati e cancro al colon-retto, stimando un costo annuo di 272 milioni di euro per la società. Ridurre i livelli a 9,25 mg/L permetterebbe di prevenire 72 casi all’anno, mentre abbassarli ulteriormente a 3,87 mg/L ne eviterebbe 127.

Un ulteriore studio del 2025, basato su 27 anni di dati sanitari e oltre 2.200 casi di tumore, ha confermato che le persone che consumano acqua con una concentrazione di nitrati superiore a 9 mg/L mostrano tassi più elevati di tumore al colon, con effetti ancora più marcati in presenza di altri fattori di rischio come fumo e alto consumo di carne rossa.

Per proteggere la salute dei cittadini, Greenpeace propone una vera e propria “tabella di marcia per un’acqua sana” alle istituzioni italiane ed europee: è necessario aggiornare immediatamente i limiti dei nitrati nell’acqua potabile alla luce delle più recenti evidenze scientifiche e del principio di precauzione; ridurre l’inquinamento alla fonte limitando fertilizzanti e reflui zootecnici e ridimensionando gli allevamenti intensivi, sostenere la transizione verso sistemi agricoli estensivi e a bassa densità attraverso fondi pubblici; promuovere diete più equilibrate e sostenibili.

Tutte misure coerenti con la proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi” depositata in Parlamento a marzo 2024 e ancora in attesa di essere discussa.