L’Istat conferma: il deficit/Pil 2025 oltre il 3 per cento. Altro guaio per il governo

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Se c’era una cosa su cui nessuno poteva esprimere critiche al governo, fino a pochi mesi fa, erano i conti pubblici. E invece, il 2 marzo scorso a sorpresa l’Istat aveva diffuso le stime preliminari sul 2025, che mostravano un deficit a quota 3,1% del Pil

Oggi l’Istat ha diffuso i dati ufficiali, e purtroppo lì rimaniamo: nel 2025 le amministrazioni pubbliche hanno registrato un indebitamento netto pari al -3,1% del Pil, in miglioramento rispetto al -3,4% del corrispondente periodo del 2024, ma sempre oltre la soglia del 3% che avrebbe permesso all’Italia di uscire dalla procedura europea per disavanzi eccessivi.

Male anche la pressione fiscale: nel 2025 è salita a un livello che non si vedeva da oltre dieci anni.

I dati grezzi dell’Istat indicano che ha raggiunto il 43,1% del Pil, in crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al 42,4 del 2024. Per trovare un livello più alto bisogna tornare indietro al 2014, quando era al 43,1%. Anche il dato del quarto trimestre (51,4%) rappresenta un picco che non si vedeva dall’analogo periodo di quell’anno (quando aveva raggiunto il 52,2%).

Conto salato anche per le famiglie. Il reddito disponibile delle famiglie è diminuito dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,5%. A calare è piuttosto la propensione al risparmio, pari al 7,8% (-0,8 punti percentuali). Il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito rispetto al trimestre precedente dello 0,8%.