Trump e la vittoria epocale dell’Iran

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– Di questo passo Trump potrebbe riuscire nella duplice impresa di liberare la Palestina dal sionismo e il mondo dall’egemonia americana. Quello che sperano tutti gli esseri viventi e senzienti del pianeta. Ma nel frattempo qualcuno dovrebbe toglierli il cellulare come si fa coi bulletti pestiferi che passano il tempo ha sfogare sui social le loro frustrazioni esistenziali rinchiusi nella loro cameretta egoistica.

Trump ha scelto il giorno di Pasqua per insultare brutalmente gli iraniani e tutti i musulmani, ma per sconfiggere quei “pazzi bastardi” e riaprire quel “fottuto” Stretto, ci vuole ben altro.

Ci vuole una autorità e una competenza che non ha mai avuto e mai avrà. Si atteggia a chissà chi ma sotto sotto sa benissimo di essere un mediocre e si detesta pure lui.

Fa il duro, ma è un mollaccione insicuro che si addormenta rintronato dal suo ego megalomane e si risveglia nel pieno della notte angosciato dalla consapevolezza di essere il peggiore burattino sionista mai giunto alla Casa Bianca.

Del resto un conto sono le speculazioni edilizie un altro la geopolitica, un conto è vendere il proprio marchio personale un altro è governare un grande paese, un conto è la propaganda esistenziale un altro la cruda realtà dei fatti.

Quando si è diffusa la notizia di un suo ricovero gli americani sono corsi in garage a prendere il barbecue e le birre per festeggiare in compagnia ma era l’ennesimo falso allarme.

La pandemia e il ciclone Catrina hanno fatti molti meno danni ma devono tenere duro. Sarebbe del resto troppo comoda per Trump ma anche per chi lo sostiene. Devono raccogliere quello che hanno seminato prma di congedarsi mentre tutti gli altri devono apprendere la storica lezione.

È così che migliora il mondo o almeno dovrebbe. Ma nel frattempo impazzano le bombe anche mediatiche. Perfino l’eroico salvataggio del pilota americano era tutta una panzana.

L’Iran ha abbattuto un paio di cacciabombardieri americani intenti a realizzare un’operazione chirurgica alla centrale nucleare di Esfahan per rubare qualche chilo di uranio arricchito e permettere al bullo pestifero di postare sui social la clamorosa impresa, dichiarare vittoria e fare armi e bagagli prima che l’impero del dollaro imploda su se stesso.

L’ennesimo disastro militare spacciato alle masse come un successo mentre le borse traballano e la realtà crolla.

Con miliardi di persone che non riescono a far benzina e nemmeno la spesa perché Trump da bambino non è stato amato a sufficienza e perché da rampollo aveva l’hobby di abusare di ragazzine col suo amicone Epstein mentre il passatempo dei sionisti è quello di ricattare.

Con miliardi di persone che soffrono perché il potere dei soldi ha rimpiazzato quello dei cittadini e lobby senza volto e nemmeno anima hanno piazzato sulla poltrona più potente un bulletto pestifero ed inetto che schiuma rabbia insultando e minacciando crimini di guerra come se fossero diritti acquisiti se l’Iran non si piegherà al suo ennesimo ultimatum.

Apoteosi dell’egoismo personale e di quello ideologico col sionismo che ha piegato la democrazia americana e perfino il suo esercito ai propri deliri politico-religiosi. Non sono mai stati così vicini al trionfo egemonico regionale ma nemmeno alla disfatta.

L’Iran infatti resiste e se verranno colpite infrastrutture civili altrettanto farà nei territori occupati palestinesi e negli emirati arabi imbesuiti in cui senz’acqua e aria condizionata sopravviveranno giusto i cammelli che coi loro padroni beduini riposeranno all’ombra dei lussuosi grattacieli rimasti deserti mentre le orde di schiavi sud asiatici emigreranno verso la verdeggiante oasi europea dove al posto di oro nero e gassoso giungerà nuova manovalanza per lavori che non esistono e commensali con cui condividere le briciole dei bei tempi che furono.

Ma nel frattempo impazzano le bombe anche mediatiche con quel burattino sionista di Trump che ciondola tra pretese di resa incondizionata, tregue per rifiatare e deterioramento della corteccia celebrale.

Lui ed i suoi padroni sionisti vorrebbero distruggere anche l’Iran la cui unica vera colpa è non essere sottomesso a Tel Aviv e sostenere la causa palestinese.

E’ così, la storia di quella terra maledetta si comprende solo mettendosi nei panni di quel popolo martoriato. Il burattino ciondola ma i Persiani preferiscono morire in piedi che sopravvivere in ginocchio e a Teheran manifestano per intimare il loro governo a resistere, altro che ribellarsi.

Vogliono il controllo dello Stretto, lo stop alle sanzioni, risarcimenti e sovranità anche per palestinesi e libanesi.

Vogliono essere liberi di essere se stessi, giustizia e un futuro migliore. Che tradotto significa una vittoria epocale con l’Iran egemone nella regione ed i cinesi nel mondo grazie alla fine della fantomatica superiorità militare americana e dell’arma impropria dei petrodollari. Che tradotto significa una duplice impresa di Trump, quella di liberare la Palestina ma anche gli Stati Uniti dal sionismo e il mondo intero dalla fallimentare egemonia a stelle e strisce come auspicano da tempo tutti gli esseri viventi e senzienti del pianeta.

Tommaso Merlo