Albania, cresce l’elettricità autoprodotta

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Le rilevazioni statistiche della autorità di regolamentazione energetica, Ere, hanno confermato, ancora più di recente, il sempre più diffuso appeal offerto dagli strumenti normativi finalizzati a incentivare il ricorso della cittadinanza e delle famiglie all’autoproduzione di energia elettrica, nel contesto delle strategie nazionali di efficientamento delle abitazioni, di riduzione dei consumi e della bolletta e di accelerazione del mercato delle tecnologie diffuse per l’assorbimento delle capacità delle fonti rinnovabili. Una linea operativa destinata a proseguire con la riforma e l’aggiornamento dell’ordinamento del 2015 sulle modalità di generazione energetica

(Fonte: agenzia Ata) Nel corso del 2025, il numero di consumatori che producono autonomamente l’elettricità necessaria al proprio fabbisogno domestico – dalla climatizzazione all’acqua calda sanitaria – è salito ulteriormente. I numeri, in espansione, sono stati ribaditi dalla relazione annuale pubblicata dall’Autorità di regolamentazione dell’energia, che dimostrano come il Gestore del sistema di distribuzione abbia dato seguito a 1135 richieste di autoproduzione su base annuale, su un totale di 1261 istanze che erano state presentate: una variazione positiva del 28 per cento rispetto al 2024, che porta a 3551 il numero totale di consumatori beneficiati dall’ottenimento dello status di auto/produttore in tutto il territorio nazionale del Paese delle Aquile.

Onorevole Enea Karakaci, nuovo ministro delle infrastrutture energetiche 

La legge su “Promozione e uso delle energie rinnovabili”, in effetti , offre ai consumatori la possibilità di produrre l’elettricità necessaria al proprio consumo casalingo, principalmente da fonti solari e anche eoliche, con l’obiettivo di ridurre i costi delle bollette mensili e di aumentare l’indipendenza energetica a partire da un contesto microeconomico. Sulla base del quadro normativo in vigore, e che il nuovo Ministro Enea Karakaci ha annunciato di voler potenziare ed estendere, i consumatori che ottengono tale status possono installare impianti con una capacità fino a 500 kilowatt per coprire i fabbisogni personali e familiari, mentre la quota energetica in eccesso può essere immessa nella rete di distribuzione creando in tal modo un’entrata reddituale aggiuntiva.

La maggior parte dei produttori autonomi sono soggetti privati, pari a circa i due terzi del totale, mentre il restante terzo è costituito da consumatori domestici. Secondo la ripartizione per categoria, entro la fine del 2025 si calcola un totale di 2377 produttori non familiari, 1089 di carattere familiare, e 69 istituzioni pubbliche come Comuni, ministeri e Istituti scolastici, oltre a 16 istituzioni terze come aziende di approvvigionamento idrico, poliambulatori e centri sanitari.