Passare dal voler distruggere una civiltà in poche ore (opzione atomica?) ad accettare la piattaforma di accordo del nemico

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Tutti si sono chiesti come era stato possibile
Va bene l’abile mediazione, gli interessi economici in gioco e la previsione dell’apertura dello Stretto di Hormuz, ma era chiaro che ci fosse qualcosa in più.
Quel qualcosa era chiaro per gli Stati Uniti che sanno di avere, ai livelli di scontro del primo mese, una autonomia bellica limitata e che, dopo gli attacchi subiti contro le loro basi in tutto il Golfo Persico, avevano bisogno di un tempo per fare “l’inventario”.
Una tregua inoltre avrebbe dato respiro ai mercati e alla lobby economica che guida da tempo Trump nelle sue scelte, come confermato dai “post a orologeria” su Truth, a pochi minuti dall’apertura delle borse.
Molto meno chiara appariva la ragione per cui anche Israele aveva accettato di sospendere le operazioni.
Quella ragione è stata chiara subito dopo l’entrata in vigore della tregua: Israele ha accettato di lasciare l’Iran, in cambio delle mani libere in Libano. Quella con Hezbollah è una partita molto più difficile di quella con Hamas e per Israele poter concentrare tutte le forze nel sud del Libano è importante.
I bombardamenti iraniani fattisi sempre più agguerriti, necessitavano di uno spostamento di forze che Israele comincia a non potersi permettere.
Questo spiega il chiarimento da parte degli USA circa l’esclusione del Libano dalla trattativa e la mancata reazione alla nuova chiusura di Hormuz, con un Trump che si limita a fingere la rabbia e a invitare Netanjahu a essere “più discreto” in Libano.
Quest’ultimo apre a negoziati con le autorità di Beirut, ben sapendo che il governo libanese non ha alcun ascendente su Hezbollah e che il problema non sono i rapporti con il Libano, ma proprio con Hezbollah.
Una pantomima tesa a ignorare che la tregua, dopo l’attacco al Kuwait, la chiusura di Hormuz e la pretesa di un pedaggio per l’attraversamento non esiste più.
Oggi proseguono i colloqui a Islamabad, dai quali Trump attende una via d’uscita dignitosa da questa campagna disastrosa e Netanjahu prega che non la si trovi per tornare alle armi.
Le alleanze versione 2026.