Daniele Piccini – Citta del Vaticano
Tutta la Dottrina sociale della Chiesa, da Leone XIII a Francesco, ha avuto sempre “al centro dell’attenzione”, “la risposta ai bisogni concreti delle persone”, in un solido e coerente percorso che “sfocia” nella lettera enciclica Fratelli tutti di Jorge Mario Bergoglio e nel ribadire che lo stato sociale, il welfare state, è un “diritto universale”. È il senso profondo del discorso che Leone XIV rivolge questa mattina, 10 aprile, ai circa 400 dipendenti e dirigenti dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), ricevendoli in udienza nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico vaticano.
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Milioni di persone senza cibo né assistenza sanitaria
Il Pontefice evidenzia che il “ruolo sociale” di questa istituzione consiste nel farsi carico “dei bisogni di molte persone fragili attraverso meccanismi di equa distribuzione della ricchezza”. Una missione che legittima l’INPS ad “agire in modo efficace nella promozione di una responsabilità sociale che coniughi sviluppo economico e coesione comunitaria”. Allarga poi lo sguardo alla situazione economica mondiale, sottolineando che nonostante nel mondo ci sia “complessivamente molta ricchezza”, “i poveri aumentano”.
Molte centinaia di milioni di persone in tutto il pianeta sono immerse nella povertà estrema e non dispongono di cibo, alloggio, assistenza medica, scuole, elettricità, acqua potabile e servizi sanitari indispensabili. Eppure ci sono ricchezze sproporzionate che rimangono nelle mani di pochi. È uno scenario ingiusto, di fronte al quale non possiamo non interrogarci e non impegnarci a cambiare le cose.
Causa di questa situazione di “disparità” non è la “mancanza di risorse”. Per risolverla serve piuttosto la volontà di affrontarla puntando ad una “più equa distribuzione da realizzare con senso morale e onestà”.


