PRODUZIONE, LOGISTICA, TOKENIZZAZIONE: LEZHA RINNOVA I 220.000 MQ DI AREA INDUSTRIALE CON PROGETTI “FREE ZONE” DA 50 MILIONI DI EURO

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È stato confermato l’accordo con la Confederazione datoriale e sindacale “Confedes FEDE”, associazione facente capo ai Dirigenti apicali Ivano Tonoli ed Erminio Brambilla, che garantisce la disponibilità di una zona fiscalmente agevolata, e geograficamente strategica, per l’espansione dei più qualificati e rappresentativi settori e prodotti dell’industria italiana, tradizionale e “smart”, e per la realizzazione dei servizi reali, finanziari e digitali necessari a sostenerla in ogni fase delle attività preparatorie, manifatturiere e commerciali destinate ad ampliare in maniera contestuale, per gli investitori coinvolti, i mercati dell’Italia e dei Balcani

Un nuovo NordOvest, questa volta dall’altra parte dell’Adriatico, farà ripartire l’industria e la logistica italiana unendo la migliore convenienza fiscale e immobiliare e le più innovative forme di fusione tra economia produttiva, digitale e finanziaria. La Confederazione datoriale e sindacale, Confedes FEDE, ha ottenuto la conferma della disponibilità di una zona di ampliamento industriale estesa su 220.000 metri quadrati nel territorio del Comune di Lezha, nella regione nord occidentale della Repubblica d’Albania: l’area gode della piena edificabilità e dispone di tutte le autorizzazioni allo sviluppo immediato delle attività aziendali e dei servizi logistici per movimentare e condurre a destinazione fattori produttivi, merci, prodotti intermedi e finali.

Il Primo Ministro Edi Rama, a sinistra, con il Sindaco di Lezha Pjerin Ndreu 

L’area è stata inserita a pieno titolo in un regime speciale, la zona franca o “free zone”, caratterizzato da condizioni fiscali favorevoli che arrivano alla totale esenzione (zero tax e no tax) per specifici settori e merceologie di attività, così da rappresentare uno dei contesti più competitivi per l’insediamento industriale nell’ottica di una crescita regionale fluida tra Italia, Unione Europea e penisola balcanica.

L’operazione applica le più recenti evoluzioni normative e interventistiche a livello europeo, che prevedono meccanismi di garanzia fino all’80 per cento delle operazioni, tramite il coinvolgimento di istituti bancari internazionali interessati alle attività di tesoreria e al finanziamento del progetto immobiliare e imprenditoriale.

Le interlocuzioni avviate da Ivano Tonoli e Erminio Brambilla, rispettivamente presidente e legale rappresentante di Confedes FEDE, con organismi istituzionali e governativi, nonché con primari operatori finanziari, hanno messo a segno riscontri positivi, confermando la solidità e la sostenibilità dell’intera operazione consistente in un investimento totale di circa 50 milioni di euro, per la realizzazione di un polo integrato che riunisce e fonde armonicamente attività produttive, logistiche e terziarie di supporto alle imprese insediate, incluse infrastrutture energetiche (gas, energia elettrica), approvvigionamento idrico, sistemi di smaltimento e trattamento, sicurezza e logistica integrata, stoccaggio e ristorazione, strutture operative e tutti i servizi collaterali necessari al pieno funzionamento diretto e indiretto del polo industriale. Particolare attenzione sarà dedicata all’efficientamento energetico e alla sostenibilità sociale ed eco/sistemica del progetto.

Per la realizzazione dell’operazione sarà creata una società/veicolo di diritto albanese, con una partecipazione rilevante di Urano Ecosystem, società di diritto polacco registrata come Virtual asset service provider (VASP) e attualmente in fase di ottenimento di autorizzazione CASP ai sensi del regolamento UE denominato MICAR, con struttura operativa già allineata ai requisiti normativi europei: tale soggetto giuridico assumerà un ruolo centrale sia come azionista sia come fornitore tecnologico primario attraverso la propria piattaforma di tokenizzazione di titolarità esclusiva.

L’innovativa struttura finanziaria si basa sull’integrazione tra “equity” e strumenti digitali: una quota minima pari al 20 per cento sarà resa accessibile agli investitori tramite tokenizzazione degli assetti immobiliari e industriali, consentendo la partecipazione diretta ai risultati economici del progetto. Le proiezioni indicano margini di rendimento potenziali nell’ordine di 20 punti percentuali annui, derivanti dalla gestione operativa del polo manifatturiero e delle sue attività connesse.

L’iniziativa – come evidenziato dal merito dei colloqui svolti dai Dirigenti categoriali Tonoli e Brambilla – è uno dei primi esempi di integrazione tra sviluppo industriale, finanza strutturata e tecnologie decentrate “blockchain” applicate alla tokenizzazione di assetti patrimoniali reali (RWA), per attrarre capitali internazionali, allocarli in sicurezza e sostenere lo sviluppo economico locale.